Ok al bilancio di previsione al Comune di Alì. Evitato così lo scioglimento del Consiglio comunale

Grazie al ”ripensamento” dell’ultim’ora di uno dei componenti della maggioranza, Giuseppe Miceli, che nella precedente seduta consiliare aveva preferito astenersi, al Comune di Alì si è riusciti ad approvare il bilancio di previsione 2015 che avrebbe dovuto essere esitato lo scorso 31 ottobre. Rientra così anche il rischio di scioglimento del consiglio comunale, al quale il commissario ad acta, inviato dalla Regione, aveva imposto il termine ultimo del 26 maggio. A votare il documento contabile sette degli otto consiglieri di maggioranza, uno dei quali, Santino Silipgni, si è astenuto come aveva fatto nella riunione del 26 aprile. Le quattro rappresentanti di minoranza, Agata Raneri, Grazia Magazù, Cristina Interdonato e Giusy Pantò, hanno ribadito il loro no. Dunque, anche se per un solo voto, il previsionale dopo 6 mesi di gestazione è cosa fatta. ”Abbiamo assistito ad una pantomima che questa maggioranza ci poteva risparmiare – evidenzia lo schieramento minoritario –, infatti in soli tre giorni, il consigliere Miceli si è convinto nottetempo a dare il suo voto favorevole senza che nulla sia cambiato rispetto alla seduta precedente”. E’ stato un Consiglio dai toni nervosi e non sono mancate le frecciate al sindaco Pietro Fiumara che, a dire dell’opposizione, ”non è stato in grado di dimostrare con motivazioni esaurienti come mai, ad esempio, non siano stati messi a ruolo i tributi del 2015, esponendo la cittadinanza a un pesante pagamento in un’unica soluzione che condenserà le tasse del 2015-2016. Non ha saputo rispondere – sostengono inoltre le consigliere – sul fatto che non siano stati pagati gli straordinari ai dipendenti né nel 2014, né nel 2015 e del perché ci siano tanti problemi nei servizi riguardanti la mensa scolastica, l’illuminazione pubblica. Così come non non ha saputo dare una risposta convincente soprattutto all’inspiegabile ritardo con il quale è stato presentato il bilancio”. All’ordine del giorno figurava pure l’approvazione delle aliquote Tari per il 2016. Sull’argomento, intervenendo, il consigliere Paolo Smeralda che ricopre anche la carica di vicesindaco, si è lasciato andare ad una sviolinata rimarcando che ”l’amministrazione avrebbe potuto far passare sottobanco la possibilità di portare in Consiglio la proposta, con la conseguenza che per il 2016 i cittadini avrebbero pagato più tasse”. Apriti cielo! La minoranza ha chiesto le immediate dimissioni di Smeralda sostenendo che ”alcune condotte e un certo linguaggio sull’uso del potere relativo al mandato politico, non siano ammissibili per chi rappresenta una istituzione”, riservandosi di approfondirne eventuali profili di illegittimità.

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