Cordata di imprenditori interessati all’acquisto delle Terme Granata Cassibile. Occasione per lo sviluppo non solo di Alì Terme ma dell’intero comprensorio

ALI’ TERME – Notizie incoraggianti per la ripresa dell’attività delle terme ”Granata Cassibile”, chiuse ormai da 4 anni a causa, e non solo, della crisi del settore. A conclusione di lunghe trattative la proprietà ha infatti raggiunto una intesa per cederle ad una cordata della quale, tra l’altro, fanno parte un noto professionista della zona ionica messinese e un imprenditore catanese. Ma si parla anche con insistenza di un politico. Il prezzo pattuito è di 3 milioni e 150 mila euro a fronte di una richiesta iniziale superiore ai 5 milioni. E fin qui tutto normale. Ma ci sono due condizioni per chiudere la trattiva con la sottoscrizione del preliminare, altrimenti l’intera operazione salta all’aria. Chi compra, infatti, metterà nero su bianco solo quando la società cedente, peraltro già in liquidazione, otterrà il prolungamento della concessione regionale per lo sfruttamento delle cinque sorgenti di acque sulfuree e il Comune approverà il progetto per la costruzione di sana pianta dello stabilimento. Che prevede una struttura ricettiva con cento camere, 20 suite, due piscine coperte per acque sulfuree, centri di riabilitazione post traumatica, per insufflazioni tubariche, fangoterapia, idromassaggi e trattamenti di bellezza. I lavori avrebbero un costo che oscillerebbe sui 12 milioni di euro. Il che significa che verranno spesi complessivamente 15 milioni di euro. Gli acquirenti, dunque, garantiranno la continuazione delle terapie termali. A vigilare affinché venga rispettata questa condizione, imposta del resto dalla destinazione d’uso urbanistica classificata B4 turistico-termale, sarà il Comune che, come si sa, non concederà nessun tipo di deroga come ha già avuto modo di dire il sindaco Giuseppe Marino nel momento in cui era girata voce che ai circa 10 mila metri quadrati di terreno con affaccio a mare sui quali in buona parte insiste il fatiscente stabilimento fossero interessati speculatori edilizi. Se non ci saranno intoppi e rispettando i tempi tecnici previsti, le Terme potrebbero riprendere l’attività tra non meno di due anni offrendo così scenari occupazionali interessanti. Anche se per adesso non c’è nulla di definitivo, si apre uno spiraglio anche perché i potenziali nuovi proprietari sono ritenute persone assolutamente affidabili. Se l’operazione milionaria dovesse arenarsi, per le Terme Granata potrebbe essere l’inizio della fine poiché trovare imprenditori disponibili ad investire in questo periodo di crisi e per di più in un piccolo centro tagliato fuori dai grandi flussi turistici è occasione forse irripetibile.

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