Furci e Roccalumera, la burocrazia allunga i tempi per l’avvio dell’Aro rifiuti

Si allungano i tempi per l’avvio dell’Aro, l’area di raccolta ottimale che manderà definitivamente in soffitta l’era degli Ato, nei Comuni di Roccalumera e Furci Siculo. I motivi sono di natura burocratica. Il Consiglio furcese è stato chiamato nell’ultima seduta ad approvare il Piano di intervento per lo spazzamento, la raccolta e il trasporto dei rifiuti solidi urbani. Che, per la cronaca, era stato esitato dalla Giunta. Adesso si potrà avviare la procedura per l’espletamento della gara. Parliamo di un appalto da 6 milioni e mezzo di euro: 5 milioni e 927mila e 650 euro più Iva al 10%, dei quali 5 milioni 749mila e 820 a base di gara oltre oneri per la sicurezza non soggetti a ribasso (177mila e 829 euro), per una durata complessiva di sette anni. L’impegno di spesa in questione verrà sostento in parti uguali dai due Comuni interessati, mentre la competenza per l’espletamento della gara d’appalto è dell’Urega di Messina. Roccalumera e Furci si apprestano a voltare pagina per quanto riguarda la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti. L’iter che di fatto mette in moto l’Aro (Ambito di raccolta ottimale) del Dinarini è stato avviato lo scorso novembre con determina dirigenziale dell’area tecnica del Comune di Roccalumera, ente capofila con la quale si attiva il sistema il procedura aperta con il criterio di aggiudicazione del servizio mediante l’offerta economicamente più vantaggiosa.

Leave a Response