Pagliara. Acqua non potabile, la minoranza chiede spiegazioni

PAGLIARA. Nuova interrogazione del gruppo di minoranza al sindaco Domenico Prestipino sulla questione dell’acqua non potabile che viene erogata dalla rete idrica. Una situazione che si trascina da quasi un anno senza che l’Amministrazione comunale riesca a venirne a capo. L’ordinanza sindacale risale infatti al 17 marzo 2015, quando alla cittadinanza venne comunicato di astenersi dal consumo per uso potabile e domestico dell’acqua proveniente dal civico acquedotto, fino a nuove disposizioni. L’11 ottobre 2015, in seguito alle violenti piogge e venti verificatisi, venne dichiarata contingibile ed urgente la fornitura straordinaria di acqua dal pozzo della società privata “Sollevamento Acqua Giarmario”, “per il periodo strettamente necessario al fine di garantire l’approvvigionamento idrico alla popolazione ed al contempo evitare inconvenienti di natura igienico-sanitaria”. “Ad oggi dunque – sottolineano i consiglieri Santi Di Bella, Loredana Spadaro, Melina Scarcella e Francesco Laganà – risulta che il Comune si stia ancora approvvigionando dal pozzo privato da quasi 4 mesi”. Nell’interrogazione al primo cittadino i quattro chiedono “quali siano le misure adottate da questa Amministrazione al fine di risolvere il problema della non potabilità dell’acqua nel comune di Pagliara; se, dalla data del 17 marzo 2015, sono state effettuate analisi sull’acqua pubblica; se tra le eventuali analisi effettuate dal 17 marzo 2015 alla data odierna i valori siano mai rientrati tra i parametri previsti per dichiararne la potabilità; quali sono i risultati delle eventuali analisi effettuate; quante sono le analisi effettuate dal 17 marzo 2015 alla data odierna”. L’opposizione accusa inoltre il sindaco Prestipino di “occuparsi della difesa a tutti i costi della poltrona di presidente dell’Unione dei Comuni, dove tra l’altro risulta essere ormai scaduto quindi ‘abusivo’ da ottobre 2015, piuttosto che preoccuparsi del paese di Pagliara”.

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