Nizza di Sicilia, stipendi ai comunali. In settimana il pagamento

NIZZA DI SICILIA – Sospiro di sollievo per i dipendenti comunali in attesa di ricevere lo stipendio di ottobre. Sarà loro corrisposto in settimana grazie a ”mamma” Regione che ha provveduto a versare, seppur con notevole ritardo, la prima rata di 174 mila euro destinata per le buste paga. Di euro, però, ne servono complessivamente 220 mila. Ne mancano, dunque, 46 mila. Ma non ci sono probemi perché il sindaco Giuseppe Di Tommaso è riuscito a far quadrare i conti decidendo, ad esempio, di ”congelare” in questa fase i debiti che il Comune ha contratto con i fornitori. Dunque, se adesso c’è chi abbozza una smorfia di sorriso, altrettanto non si può dire per commercianti e piccole imprese locali, che da mesi bussano alla porta di Palazzo municipio. Il che significa che l’amministrazione Di Tommaso non può accontentare tutti fino a quando rimarrà nella morsa dei debiti per cui i buoni propositi e i ragionamenti avranno sempre la forma e la sostanza della coperta corta. Tra i 94 dipendenti, di cui 39 in pianta organica e il rimanente contrattisti a carico della Regione, non c’è grande entusiasmo perché già si pensa allo stipendio di questo mese, che dovrebbe essere esigibile in banca dopodomani. Al Comune, quindi, dovrebbero inventarsi una soluzione nel giro di appena due giorni per racimolare i 220 mila necessari, il che, francamente, appare una missione impossibile anche per Di Tommaso che, però, annuncia di riuscire a mantenere l’impegno. Come e quando è difficile prevederlo. Relativamente agli stipendi di dicembre e alle tredicesime, il sindaco è altrettanto rassicurante: ”L’Ufficio ragioneria – dice – sta per completare un piano economico che prevede 670 mila euro per le retribuzioni”. E dove si andrà a prendere questa montagna di soldi se si tiene presente che nelle casse comunali non c’è traccia di liquidità? ”Da alcuni residui che ci deve lo Stato e dai tributi locali in scadenza”, spiega Di Tommaso. Una manovra economico-finanziaria che ai sindacati appare fin troppo semplice e da qui il dubbio che possa essere attuata nell’arco di poche settimane. Ecco perché tra i dipendenti rimane lo stato di agitazione.

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