Svincolo autostradale di Alì Terme, fine del sogno?

ALI’ TERME – Sembra definitivamente svanito il sogno di veder realizzato lo svincolo autostradale sulla Messina-Catania, sul fiume Nisi, tra Alì Terme e Nizza di Sicilia. Almeno così pare, anche perché da qualche tempo sono finiti gli annunci trionfalistici su quest’opera di cui si parla da ben 18 anni. Insomma, finora non si è fatto altro che alimentare una lunga serie di menzogne che si sono trasformate in una presa in giro di portata storica per il comprensorio ionico. Al centro della ”sceneggiata” soggetti prestati alla politica che pur di conquistare un posto in vetrina hanno alimentato, e continuano a farlo, aspettative e speranze. Vorremmo sbagliarci, ma l’ultima pagina del libro sullo svincolo di Alì Terme sembra ormai giunto all’ultimo capitolo e riaprirne altri, in mancanza di certezze, sarebbe un ulteriore e imperdonabile inganno. Ormai non c’è più spazio per annunci di tipo propagandistico-elettorale e questo dovrebbe spingere i giocatori a togliere dal mazzo le carte false, perché tali sono apparse fino ad oggi quelle spacciate per vere. E di ”bari” in questa vicenda ce ne sono stati, e non pochi. Alcuni, forse, si sono seduti al tavolo delle trattative ai vari livelli ignorando il ”trucco” ma finendo così di essere complici per aver alimentato la bufala mediatica seppur inconsapevolmente. L’inganno-casello autostradale è datato 1997 quando il Cipe aveva assegnato al comune di Alì Terme 30 miliardi di lire, più o meno 15 milioni degli attuali euro. E qui inizia il ”mistero”. Perché di quella somma si è persa traccia, nessuno ne sa niente, neppure il Consorzio autostrade siciliane. Per qualcuno i soldi hanno preso un’altra direzione e se fosse così non ci sarebbe più un centesimo a disposizione. Intanto c’è stato l’aumento vertiginoso del costo dell’opera che dai previsti 15 milioni di euro è lievitato in questi ultimi 18 anni a circa 33 milioni di euro. Dunque è necessario aggiungerne altri 18. E dove si andranno a prenderli? Dalla Regione, Governo o Comunità europea? Il problema però potrebbe essere superato: ”Non escludiamo che l’originario progetto possa essere rimodulato – ha detto più volte il vicesindaco di Alì Terme Pietro Caminiti – per consentire di contenere la spesa nei 15 milioni già in cassa”. Ma dal momento della rivisitazione del progetto quanti anni ancora bisognerà aspettare? Fare previsioni è un azzardo anche perché sappiamo delle lungaggini tutte italiane per le opere pubbliche. Come si vede sono molti gli interrogativi che ad oggi fanno pensare che lo svincolo, come dicevamo, potrebbe rimanere uno dei tanti desideri delle comunità del comprensorio ionico. Lo scorso gennaio il sindaco di Alì Terme, Giuseppe Marino, relativamente ai 15 milioni che sarebbero nella disponibilità del Comune, rispondendo ad una interrogazione dei consiglieri di minoranza, ha chiaramente detto di non saperne assolutamente nulla. Per ridare credibilità alla vicenda rimane dunque solo una possibilità: mostrare l’assegno dei 15 milioni di euro. E se no ci sono più bisogna avere il ”coraggio” di ammetterlo.

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