“Estate nera” ad Alì Terme e Nizza di Sicilia: crollano le presenze

ALI’ TERME – ”Estate nera”, probabilmente la più disastrosa degli ultimi anni. Non ci sono dati ufficiali a dirlo, ma basta dare uno sguardo alle spiagge semideserte del centro termale e di Nizza Sicilia, per rendersi conto che questa stagione è un disastro. Se escludiamo i residenti e i bagnanti di Fiumedinisi e Alì che scelgono il mare di Alì Terme e Nizza Sicilia, di ”stranieri” sulle due spiagge se ne contano qualche migliaio. La causa? Crisi economica ma soprattutto politiche miopi, una miscela che in questi ultimi anni si è rivelata micidiale per quella che una volta era definita l”industria del forestiero”. Si è giunti, insomma, sulla via del non ritorno a meno che non si pensi in maniera seria a rilanciare questo settore che fino a qualche decennio addietro contribuiva significativamente a dare linfa all’economia dei due paesi. Per dirla in breve, non bastano più le belle spiagge e il mare pulito, come del resto viene predicato ancora oggi, o docce e scivoli. E’ importante inventarsi qualcosa di nuovo per il futuro nel tentativo di recuperare, raccogliere i cocci di quel poco che rimane di buono. Invece si ha la faccia tosta nell’insistere a parlare di Alì Terme e Nizza Sicilia come fossero le principali destinazioni turistiche più visitate al mondo negli ultimi anni e che solo quest’estate sono ”inciampate” per colpa della crisi economica, che ha avuto indiscutibilmente il suo peso. Ci sono però, come dicevamo, anche negligenze e incapacità gestionali di oggi e di ieri che vanno equamente ripartite tra pubblico e privato. E nessuno può negarlo. Ma cosa viene offerto ai vacanzieri? Qualche mediocre spettacolino in piazza allestito dai Comuni o le solite sagre di formmaggio e salame. Troppo poco per sperare di recuperare in un periodo relativamente breve. Ad accusare soprattutto il colpo di una estate storta, i titolari di bar, lidi balneari, trattorie e pizzerie. Sono semivuoti, fatta eccezione per i fine settimana ma pur sempre di dati irrilevanti si tratta. Un ricordo rimane invece il ”mercato” fiorente degli affitta camere o di appartamenti. In tempo di vacche grasse, si chiedevano per un mese 1500-2000 euro, il costo a persona per una crociera di 15 giorni di lusso in bassa stagione, compresi ovviamente pranzo e cena. E per ribadire che il giocattolo si è rotto, c’è inoltre la ”tristezza” dei lungomari nelle ore serali. Una volta, e non è una esagerazione, si faticava a trovare lo spazio necessario per una passeggiata rilassante. Adesso si avverte un senso di vuoto. Qualche ”numero” in più si registrerà il prossimo mese, con il rientro in paese di quanti hanno dovuto cercare fortuna altrove. Hanno ereditato la casa dei genitori o saranno ospitati dai parenti. Si dirà, comunque, che sono arrivati i ”turisti”. Dopo di che, subito dopo Ferragosto, la stagione può ritenersi archiviata. Un discorso a parte meriterebbe Alì Terme, che fino a qualche anno fa era sede di tre stabilimenti termali, uno dei quali nel 2013 ha cessato l’attività. C’è stato un tempo non lontano che il paese ”scoppiava” di turisti, attratti anche dalla possibilità delle cure termali. Poi negli ultimi 10-15 anni, l’inizio del declino, inarrestabile. Da ricordare che Alì Terme fa parte dell’Associazione nazionale comuni termali (Ancot) che ha lo scopo di promuovere e valorizzare il termalismo in Italia e di cui il sindaco Giuseppe Marino è vicepresidente nazionale.

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