Istituito il nuovo Parco archeologico di Naxos

TAORMINA- Nasce il Parco archeologico di Naxos. Firmato a Palermo dall’assessore ai Beni culturali e dell’Identità siciliana il decreto che ha formalmente istituito il Parco Archeologico di Naxos e  che disciplina il funzionamento organizzativo con autonomia amministrativa e finanziaria. Un  riconoscimento importante per quello che è a tutti gli effetti il terzo Parco archeologico dell’isola, dopo la Valle dei Templi di Agrigento e il Parco di Selinunte. “Obiettivo centrato a vantaggio di tutto il comprensorio – sottolinea il sindaco di Giardini Naxos Nello Lo Turco – Una forte sinergia con i colleghi di Taormina e Francavilla nella prospettiva di un rafforzamento del percorso programmatico di rilancio del prodotto turistico”. La nuova perimetrazione del Parco che non è più quella risalente al 2010 si riferisce all’area di pertinenza dell’antica città abbracciando il territorio che va da Isolabella alla valle dell’Alcantara e sino a Francavilla. Al nuovo Parco archeologico di Naxos sono, infatti, affidati il Museo archeologico regionale di Naxos e le sue collezioni; Villa Caronia e il Teatro Antico di Taormina; il Museo naturalistico nell’Isolabella  e le aree archeologiche di Taormina e Francavilla. Da Taormina a Giardini fino a Francavilla la perimetrazione aggiornata del parco consentirà di mettere in campo una serie di iniziative integrate che possano valorizzare in modo ancora più ottimale i siti e i monumenti tra i più rilevanti del patrimonio culturale–archeologico siciliano. Ma la novità più importante riguarda l’autonomia gestionale ed economica del Parco di Naxos. “Da questo momento- spiega Lo Turco- i proventi derivanti dalla gestione del Parco verranno gestiti direttamente qui, nel nostro territorio, e non più a Palermo”. Dopo le critiche mosse  nei mesi scorsi dal Consiglio di Taormina sulla denominazione geografica del Parco arriva il riconoscimento formale dell’area archeologica che mette un punto fermo da cui ripartire per il futuro. “ E’ il momento di fare sistema, accantonare i campanilismi- conclude Lo Turco- e attuare un percorso a lungo termine fatto di sinergie e politiche di sviluppo del territorio condivise”.

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