Fiumedinisi. Il paese ospiterà condannati affidati in prova ai servizi sociali

FIUMEDINISI – Nel breve periodo il centro nisano accoglierà condannati a pene non superiori ai tre anni e affidati in prova ai servizi sociali. A fruire del beneficio per un periodo uguale a quello della pena da scontare, così come prevede la legge sull’ordinamento penitenziario, ex consumatori di sostanze alcooliche e stupefacenti che hanno avuto accesso al programma di reinserimento nella società. Potranno essere utilizzati, tra l’altro, in cantieri pubblici e in attività di volontariato di interesse sociale. Fiumedinisi, dunque, sarà per loro il primo approccio dopo la condanna definitiva. Ad aprire la porta al piano di rieducazione, la Giunta che, su proposta del sindaco Alessandro Rasconà, ha approvato uno schema di convenzione con l’ufficio di esecuzione Penale esterna di Messina che prevede un intervento congiunto per avviare attività lavorative non retribuite a favore della comunità nisana. La convenzione avrà durata di un anno, termine che, comunque, potrà essere rinnovato tacitamente. Il Comune, d’intesa con l’Ufficio penale, dovrà adesso individuare gli impegni specifici, il numero di ore e le modalità di inserimento dei beneficiari e attuare opera di sensibilizzazione per spiegare ai fiumedinisani i motivi della presenza di ”estranei” in paese. L’unico onere economico a carico dell’amministrazione comunale è l’assicurazione obbligatoria contro i rischi derivanti dallo svolgimento delle attività e per responsabilità civile verso terzi. Per ogni beneficiario della pena  alternativa, che a fine della giornata lavorativa rientrerà in carcere o nell’abitazione di provenienza, previsto un tutor che verrà scelto tra i dipendenti del Comune. Per i controlli ci penseranno i carabinieri della locale caserma. 
 

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