Alì Terme. Qualità e costo dell’acqua, la minoranza solleva il problema con una interrogazione

Chi pensava che il capitolo acqua fosse caduto nel dimenticatoio, si è sbagliato di grosso. Infatti, il capogruppo di minoranza Nino Melato, stavolta, solleva la questione relativa al rapporto qualità-costo. E’ il caso di ricordare che il Comune ogni anno paga 250 mila euro alla società ”Ingegneria & Appalto” che ne garantisce la potabilizzazione. Lo spunto a Melato lo hanno dato alcuni utenti secondo i quali l’acqua, una volta immessa nella rete idrica, perderebbe non solo di qualità ma anche le proprietà organolettiche. ”In realtà – sostiene il rappresentante dell’opposizione – capita che l’acqua che sgorga dai rubinetti ha sapore, odore e colore, scadenti. Sulla purezza non ci dovrebbero essere problemi, anche se devo dire che ci si lamenta di una eccessiva presenza di calcio. Comunque, dando per scontato che il potabilizzare la filtri in maniera ottimale, non rimane che effettuare periodicamente dei controlli a campione in casa degli utenti. Questo consentirebbe di accertare se nel tragitto ci sia qualche problema nella condotta, per lo più fatiscente e poco funzionale. Le lamentele – conclude Melato – hanno probabilmente un fondamento, altrimenti non si spiega la considerevole vendita di acqua minerale”. Da ricordare, che Alì Terme vanta il record del costo dell’acqua in provincia di Messina e non solo: un metro cubo per utenze domestiche è di 1 euro, mentre 1.50 per quelle commerciali, oltre Iva. A conti fatti, i 2.500 aliesi devono pagare, pro capite, ogni anno ben 156 euro, compresi, ovviamente, i neonati. Il Comune, quindi, dovrebbe incassare 390 mila euro, vale a dire 140 mila euro in più di quanto deve sborsarne per la potabilizzazione. Ma, a quanto pare, gli introiti sarebbero molto al di sotto, il che significa che c’è una folta schiera di evasori. Il potabilizzatore si è trasformato per gli aliesi in un incubo con il quale, gioco forza, dovranno convivere, visto che la convenzione con la ”Ingegneria & Appalti” scadrà nel 2032. Ma questa è un’altra storia. Il sindaco Guseppe Marino, relativamente ai rilievi del consigliere di minoranza Melato, si dice pronto ad attivarsi: ”Finora ci eravamo limitati a fare dei controlli dalle fontane pubbliche – spiega – che ci hanno dato risultati positivi sulla ottima qualità dell’acqua. Viene auspicata una indagine all’uscita della rete idrica, nelle abitazioni, nulla in contario, invito che accetto ben volentieri e che metterò in pratica al più presto. I miei concittadini hanno tutto il diritto di sapere se il servizio che offriamo, pagato con fior di quattrini, sia eccellente o meno soprattutto per quanto riguarda l’aspetto igienico-sanitario. Approfitto – conclude Marino – per dire che comunque l’acqua proveniente dal potabilizzatore così come quella dell’acquedotto Alcantara, posseggono un alto standard di salubrità. Se poi lungo il percorso e prima di arrivare nelle case, possano subire delle alterazioni lo verificheremo per dare risposte nell’interesse di tutti”.

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