Il Messina retrocede in Serie D

Il Messina retrocede in Serie D, dopo ben due stagioni di professionismo. Una partita nella quale, i ragazzi di Nello Di Costanzo non hanno avuto il coraggio di osare. La Reggina, dal canto suo, forte anche della vittoria per 1-0 maturata qualche giorno addietro al Granillo, ha disputato i 90 minuti con un solo obiettivo: non subire reti dai giallorossi. E c’è da dire che i calabresi sono riusciti, anche in maniera egregia, nel loro intento. Hanno, infatti, bloccato tatticamente la gara, non concedendo il minimo spazio ai peloritani. Ma, in un San Filippo riempito da 8000 spettatori e completamente colorato di giallorosso, i calabresi guidati da mister Giacomo Tedesco sono anche andati oltre quello che era il loro iniziale intento, ovvero la parità per 0-0, segnando la rete del definitivo 0-1 firmata da Balistreri, nei minuti finali, che ha messo la parola fine alla contesa. Eppure, ad una attenta analisi, il Messina non ha del tutto demeritato. Certo, in questo momento quello che balza agli occhi è la retrocessione in Serie D, che si è materializzata in maniera beffarda, ma bisogna anche andare oltre, ripercorrendo il match. Nel primo tempo, infatti, entrambe le squadre appaiono piuttosto bloccate. Pochi palloni giocabili, nessun tiro nello specchio della porta e tensione alle stelle. Ma il Messina ci vuole provare. Giorgio Corona ha qualche occasione sui suoi piedi, così come Ciciretti. Nessuno dei due, però, riesce a concretizzare ed il risultato rimane ancorato sullo 0-0. Ma in campo, qualche volta, c’è anche la Reggina. Gli amaranto, accompagnati oltre lo Stretto da circa 1000 sostenitori, ci provano allo scoccare della mezzora con Viola il quale, imbeccato da un ottimo lancio di Insigne, si invola verso la porta giallorossa. E’ bravo, però, Berardi ad uscire tempestivamente, sventando l’occasione calabrese. Nel finale di tempo ci riprova il Messina. Luca Orlando, imbeccato da Ciciretti, controlla male il pallone spedendolo, così, a fondo campo. Al fischio dell’arbitro tutti negli spogliatoi con il risultato saldamente fissato sullo 0-0. Nel tunnel, c’è anche un momento di cronaca. Mister Giacomo Tedesco, a quanto pare, avrebbe detto qualche parola di troppo al direttore di gara, finendo col seguire la partita dalla tribuna del San Filippo. Nella ripresa, comunque, c’è molto Messina, almeno in avvio. Ciciretti pare essere più in gamba, Orlando presidia l’area amaranto, mentre Corona, alla veneranda età di 41 anni, prova a fare da collante fra centrocampo e attacco. La Reggina scompare. I calabresi, infatti, arretrano concedendo, così, ai giallorossi ampi spazi per attaccare in contropiede. Ma i peloritani si limitano solo ad effettuare alcuni cross, sempre gli stessi e sempre con lo stesso risultato: il pallone che si spegne innocuo fra le braccia del portiere della Reggina. Al 20esimo l’occasione che potrebbe cambiare la storia del match. Benedetti, infatti, viene mandato anzitempo sotto la doccia. Per lui doppio giallo ed espulsione. Ma il Messina non ne approfitta, se non con un bel tiro di Orlando, alla mezzora, su cui però, il portiere amaranto Belardi risponde da campione. La curva sud continua ad urlare “forza Messina”, cercando di incitare i propri beniamini, ma a pochi minuti dal 90esimo la doccia gelata. Balistreri, su azione di palla inattiva, svetta di testa, battendo Berardi e mandano, non solo il pallone in fondo al sacco, ma anche in visibilio i tifosi calabresi. Nel finale, caratterizzato dal lancio di fumogeni dalla curva sud, che ha comportato la momentanea sospensione della partita, e da tanto nervosismo con l’espulsione di Aronica, anche lui per doppio giallo, i giallorossi provano la disperata impresa di realizzare due gol in pochissimi minuti. Impresa che, ovviamente, non riesce a Corona e compagni che, al triplice fischio, vedono materializzarsi la retrocessione in Serie D. Fischi piovono copiosi dalla sud, mentre i giocatori della Reggina vanno a festeggiare con i loro supporters sotto il settore ospiti, nel quale campeggia una gigantesca D, proprio come accaduto nel maggio del 2007 quando il Messina, perdendo al Granillo, si vide retrocede dalla Serie A alla B. Anche in quella occasione, i tifosi amaranto esposero una enorme B, augurando buon viaggio ai rivali di sempre. E la stessa cosa è accaduta oggi. La Reggina, quindi, torna a vincere in riva allo Stretto. E dire che non accadeva dal 1989. Vani, ormai, le due vittorie in Lega Pro ottenute quest’anno dal Messina nei due derby: 0-1 al Granillo, a settembre, e 4-1 al San Filippo, a gennaio. Il Messina si vede spedire in Serie D dai cugini calabresi. Una retrocessione doppiamente amara. Anche se, forse, non è detta l’ultima parola. Probabilmente lo scandalo del calcioscommesse, le cui indagini sono coordinate dalla procura di Catanzaro ed hanno già portato all’arresto di 50 persone, potrebbe restituire al Messina la Lega Pro persa questo pomeriggio nel play-out di ritorno contro la Reggina. Si prevedono dei ripescaggi, ma per questo si deve attendere l’estate. Intanto il campo ha parlato. In settimana dovrebbe farlo anche il patron giallorosso Lo Monaco, comunicando se intende proseguire la sua avventura in riva allo Stretto oppure no. Intanto c’è tantissima amarezza fra i tifosi in città. Terminati questi play-out, che in un primo momento dovevano essere giocati fra Messina e Savoia, ma la restituzione di 2 punti agli amaranto ha rimescolato le carte, i giallorossi provano a programmare il loro futuro. Che, per il momento, appare incerto e caratterizzato da una sola domanda: in quale campionato giocherà il Messina la stagione 2015-2016?

(Nella foto: il gol partita di Balistreri)

FRANCESCO GABERSCEK

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