S. Teresa. Il peccato di superbia da Dante ai nostri giorni

S. TERESA – Il peccato di superbia nel Purgatorio di Dante è stato al centro dell’ultimo incontro dell’Università delle Tre Età di S. Teresa di Riva, presieduta da Santino Albano. A tenere la lezione il prof. Francesco Campailla, docente in pensione di Italiano e Latino al Liceo classico “E. Trimarchi”, che ha spiegato lo schema della seconda delle tre cantiche della Divina Commedia di Dante Alighieri soffermandosi in particolare sui canti X, XI e XII. Nel canto XI, infatti, Dante e Virgilio, passati finalmente dall’Antipurgatorio al Purgatorio vero e proprio, giungono alla prima cornice, dove le anime dei superbi espiano i loro peccati camminando con un masso sulla schiena, che li costringe a stare chinati in segno di umiltà. Il prof. Campailla ha analizzato in dettaglio la superbia, il primo peccato capitale, definita come la radicata convinzione della propria superiorità che si traduce in atteggiamento di altezzoso distacco o anche di ostentato disprezzo verso gli altri ma anche verso norme e leggi, fornendo alcuni spunti anche sulla società odierna, dove regna spesso la superbia politica. Con la lettura e l’analisi dei versi danteschi Campailla ha posto l’attenzione sul messaggio lanciato dal Sommo Poeta, secondo cui le anime che entrano nel Purgatorio possono aspirare alla redenzione solo con l’espiazione, la riflessione e il pentimento. “Leggendo l’opera dantesca si respira aria di libertà – ha evidenziato l’ex docente– così come ribadito da Papa Francesco, che recentemente lo ha definito un profeta di speranza e un annunciatore della liberazione per ogni uomo e donna”. A seguire la lezione nell’aula magna della scuola elementare “Felice Muscolino” anche gli studenti della IV B del Liceo classico di S. Teresa, accompagnati dalla docente Carmelina Ferraro. Il prossimo appuntamento con l’Unitre di S. Teresa di Riva è in programma giovedì 28 maggio con la conferenza “La prevenzione delle malattie polmonari”, tenuta dal dott. Mario D’Agostino.

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