Alì Terme. I funerali di Andrea Tringali, all’omelia don Vincenzo d’Arrigo: ”Meno parole, più silenzio da fare”

ALI’ TERME – Oggi è stato il giorno delle lacrime, del dolore straziante, incommensurabile. Non c’è stato spazio per altro. Andrea Tringali è tornato nella ”sua” Alì Terme, dove è cresciuto e vissuto la sua breve esistenza. Lo stesso paese di Stefania Ardì, la ragazza di appena 21 anni che il 33enne Andrea ha ucciso con un colpo di pistola alla tempia giovedì scorso a Roccalumera per poi togliersi la vita con la stessa arma. L’ha uccisa perché Stefania ha avuto la ”colpa” di prendere la decisione di troncare la relazione sentimentale che aveva avuto con lui. La salma dell’uomo, ”scortata” da un’auto dei carabinieri, è arrivata in una bara color noce scuro adagiata su carro funebre proveniente da Messina dove venerdì era stata eseguita l’autopsia. E’ stata accolta all’entrata del paese dagli amici più cari. Dietro il feretro le auto dei familiari di Andrea. Per raggiungere l’abitazione, evitando che la bara transitasse sotto la casa di Stefania Ardì, che si trova sulla via F. Crispi, ad un centinaio di metri da quella dei Tringali, è stato deciso che il corteo venisse deviato sul lungomare. Nel pomeriggio il feretro di Andrea è stato trasferito nella chiesa di S. Rocco per i funerali. Stavolta al corteo è stato consentito di utilizzare la via Crispi perché in quell’orario la famiglia Ardì era a Messina per riportare a casa la loro Stefania. La chiesa di S. Rocco ha contenuto a stento la folla che ha voluto dare l’ultimo addio ad Andrea e in molti sono rimasti fuori, nella piazzetta antistante. A celebrare il rito funebre, il parroco don Vincenzo D’Arrigo che ha scelto un brano del Vangelo che richiama la lettera di S. Paolo apostolo ai Romani che pone l’interrogativo ”Chi ci separerà dall’amore di Cristo?”. Don Vicenzo che conosceva bene Andrea Tringali per averlo avuto tra i suoi più assidui collaboratori della parrocchia, all’omelia non è riuscito a nascondere la sua commozione. Ha iniziato evidenziando che in queste situazioni ”meno si parla meglio è, meno parole, più silenzio da fare”. Poi ha ricordato che ”essuno di noi ha la colpa di quanto è accaduto ma simili episodi sono comunque da attribuirsi ad una struttura sociale sempre più indifferente alle problematiche individuali, che tende a trascurare le ansie della persona”. Poi don Vincenzo ha invocato la misericordia di Dio affinché possa ”placare il pianto e il grido disperato dei genitori che cercheranno Andrea per ogni dove, desiderosi di ascoltare ancora una volta la sua voce e di godere della sua compagnia, e così lo incontreranno – ha detto don Vincenzo – tutte le volte che pregheremo”. Volutamente nessun cenno per Stefania. La bara di Andrea all’uscita dalla chiesa è stata accolta da un prolungato applauso. Infine, l’ultimo viaggio verso il locale cimitero. In serata, sempre da Messina, è rientrata in una bara bianca Stefania Ardì. Ad aspettarla moltissima gente con i carabinieri ad aprire il corteo. I funerali della povera ragazzina saranno celebrati domani mattina alle 11 nella stessa chiesa di S. Rocco.

(Nella foto, Andrea Tringali con la tonaca di chierichetto)

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