TaoArte, i dipendenti rompono il silenzio: “Pronti a tutelarci in sede giudiziaria”

TAORMINA – Rompono il silenzio i dipendenti di TaoArte, il cui futuro lavorativo è messo seriamente a rischio dalla concreta ipotesi di scioglimento del Comitato, procedura avviata nei giorni scorsi dal commissario della Provincia Filippo Romano. Dopo aver assistito al solito inutile balletto della politica, incapace di dare risposte sul futuro della storica kermesse, i dodici dipendenti hanno rotto gli indugi inviando un atto extragiudiziale al presidente della Regione, Rosario Crocetta, al presidente della Commissione Bilancio dell’Ars, Antonino Dina, al presidente del Comitato e sindaco di Taormina, Eligio Giardina, al commissario Romano, al sindaco di Messina, Renato Accorinti, al presidente del Consiglio comunale di Messina, Emilia Barrile e a quello di Taormina, Antoni D’Aveni. L’atto è stato inviato per conoscenza anche anche al prefetto Stefano Trotta. I dipendenti non percepiscono lo stipendio da oltre otto mesi. “Per il grande rispetto che abbiamo sempre avuto nei confronti di tutte le istituzioni – scrivono – abbiamo atteso, in silenzio e continuando a svolgere le nostre mansioni, il pagamento delle spettanze e, soprattutto, un minimo di garanzia di stabilità occupazionale”. Ma la misura è ormai colma. “In questi ultimi giorni – continuano i dipendenti – abbiamo però assistito (oltre che all’indecoroso comportamento di una parte della politica, soprattutto locale) allo svilupparsi di una serie di eventi che ci preoccupano e ci costringono a rompere il nostro rispettoso silenzio ed a denunciare pubblicamente quanto sta accadendo”. Il riferimento è al già citato atto di indirizzo del commissario Romano sulla fuoriuscita della Provincia dal Comitato e il suo conseguente scioglimento. A ciò si aggiunge il fatto che la Finanziaria regionale, recentemente approvata, consentirebbe alla nascente Fondazione di non portarsi dietro il peso dei pregressi rapporti attivi e passivi del Comitato. “A seguito del prossimo scioglimento del Comitato – scrivono quindi i lavoratori – saremo certamente tutti licenziati e la Fondazione potrà svolgere la medesima attività procedendo a nuove assunzioni prescindendo dalla salvaguardia del nostro posto di lavoro”. I dipendenti si sono già attivati per la tutela dei loro diritti ma nel frattempo hanno intimato alle autorità in indirizzo il pagamento delle spettante pregresse, pari a circa 15mila euro ciascuno, chiedendo al contempo la garanzia della continuità lavorativa. “L’eventuale sostituzione del Comitato TaoArte con altro ente con le medesime incombenze del primo – concludono i dipendenti – sarà contestata innanzi le competenti autorità giudiziarie perché illegittima e fonte di danno ingiusto nei nostri confronti”.

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