Ponte sul torrente Nisi, la sopraintendenza dice “no” alla costruzione di un nuovo viadotto

ALI’ TERME – Non si farà un nuovo ponte sul fiume Nisi, sulla statale 114 tra Alì Terme e Nizza di Sicilia, ma verrà ristrutturato quello esistente, le cui condizioni non garantiscono ormai da anni i necessari standard di sicurezza. L’Anas, infatti, ha dovuto fare un passo indietro perché il progetto di costruzione di un’altra opera viaria più a valle, ha avuto parere negativo dalla Soprintendenza ai Beni culturali di Messina. Dunque, il vecchio tracciato non sarà abbandonato. L’Anas ha così dovuto, gioco forza, allestire un altro progetto, peraltro già approvato dalla Soprintendenza, che prevede il solo recupero e il consolidamento del ponte. Ma per essere esecutivo, il progetto dovrà adesso ottenere anche l’ok dell’assessorato regionale al Territorio e ambiente, del Genio civile e dei consigli comunali di Alì Terme e Nizza Sicilia. I sindaci dei due centri, Giuseppe Marino e Giuseppe Di Tommaso, non sono ancora a conoscenza del rimescolamento delle carte imposto all’Anas. Gli interventi di ristrutturazione prevedono la sostituzione dell’impalcato e il rafforzamento dei pilastri dell’esistente infrastruttura, oltre una sede stradale più larga con marciapiedi nei due sensi di marcia. Non si conosce la somma occorrente ma dovrebbe essere comunque di gran lunga inferiore ai 4-5 milioni per farne uno di sana pianta. L’unica certezza è che per la stessa opera, l’Anas ha dovuto predisporre ben tre diversi progetti. Con quali eventuali costi? Sarebbe interessante saperlo, non fosse altro perché si tratta di soldi dei contribuenti. Da dire, che la Soprintendenza già qualche anno addietro aveva manifestato più di una perplessità. Si era così rivolta all’Anas ”suggerendo” di rifare il progetto, stavolta limitatamente al consolidamento e al restauro del ponte. Sempreché si procederà celermente per definire la faccenda, i lavori potrebbero iniziare tra un anno e mezzo, al quale, volendo essere ottimisti, va aggiunto altrettanto tempo per concluderli. L’infinita telenovela, dunque, dovrebbe aver fine nel 2018. Non prima. E intanto su quel ponte pericolante gli automobilisti sono costretti da quattro anni a transitare rispettando il senso unico alternato regolato da impianto semaforico per evitare sovraccarichi. A giocare un ruolo importante in questa storia tutta italiana contraddistinta dalle solite lungaggini, il comitato spontaneo di 500 cittadini nizzardi e aliesi che nel 2013 erano stati sensibilizzati dall’arch. Giovanni Garufi, ex assessore del comune di Alì Terme, e Carmelo Salma di Fiumedinisi. Furono sottoscritte due petizioni inviate agli Enti interessati, tra cui la Soprintendenza, per dire ”no” ad un nuovo ponte e con le quali si auspicava al contempo la ristrutturazione di quello esistente. Anche l’Ordine e la Fondazione degli architetti di Messina avevano manifestato dissenso e preoccupazione per il potenziale danno storico causato dalla prevista demolizione degli antichi fabbricati del ”Tiro a segno” ad Alì Terme, e ambientali derivanti dalla realizzazione in territorio di Nizza di Sicilia di una minirotatoria. Nelle intenzioni dell’Anas, quello che doveva rimanere il vecchio ponte, sarebbe comunque rimasto in piedi e trasformato in pista pedonale e ciclabile, mentre quello nuovo avrebbe trovato sistemazione più a valle. Una soluzione obbligata, disse l’Anas, perché la demolizione dell’impalcato stradale esistente avrebbe alterato, stando alle preoccupazioni delle Ferrovie, l’equilibrio statico dell’adiacente ponte ferroviario, avendo i due impalcati le stesse strutture di sostegno. Motivazione questa che, però, ai più era sembrata debole. 

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