Nizza di Sicilia. Discarica di contrada Agone “ai raggi x” da parte del movimento “Prendiamoci il futuro”: “Presenti ancora tracce di eternit”

Il problema delle discariche presenti nel Comune di Nizza di Sicilia sotto la lente d’ingrandimento del movimento Prendimoci il futuro del quale fanno parte tra gli altri gli ex consiglieri di minoranza Carlo Gregorio, Paolo Scalici e Gabriella Bolena. Il gruppo in particolare si è soffermato sulla discarica  in contrada Agone, dove i Carabinieri, nel novembre 2013 hanno sequestrato il sito mentre gli operai del Comune di Nizza di Sicilia scaricavano materiale nocivo alla salute.  Allora i consiglieri di minoranza presentarono un’ interrogazione in Consiglio Comunale per chiedere quali interventi l’Amministrazione comunale avesse posto in essere per la bonifica del sito. In quell’occasione l’amministrazione ha risposto assicurando la stretta sorveglianza del luogo e nominando una commissione, composta da alcuni dipendenti comunali: “Di tale commissione – incalzano i componenti del movimento – non abbiamo mai saputo le determinazioni. La Giunta municipale – continuano Gregorio e compagni – ha stanziato la somma di 34.650 euro per la bonifica dell’area oggetto di sequestro e per la rimozione dei rifiuti tossici rinvenuti (eternit, vernici, batterie ecc.) assegnando l’incarico direttamente alla ditta specializzata GESTAM S.R.L. di Villafranca Tirrena, senza consultare altre imprese esperte nel settore”. I componenti di Prendiamoci il futuro mettono in evidenza che “in seguito ad un nuovo sopralluogo è stata rilevata ancora la presenza di eternit frantumate che risultano ancora più pericolose e dannose di quando sono intere”. Secondo il movimento la cittadinanza è sempre più preoccupata. Poi i membri dell’ex minoranza vanno dritti al punto e attaccano il sindaco:  “Nonostante quanto avvenuto, probabilmente il primo cittadino Di Tommaso, non si rende ancora conto della gravità della situazione nonostante abbia esercitato la professione di medico per lungo tempo”. Per Gragorio e compagni  le tracce di amianto sono ancora visibili ad occhio nudo, proprio perché la bonifica dell’area non è stata eseguita a regola d’arte. “Ancora una volta – conclude la nota –  il Sindaco si rende responsabile di un grave atto nocivo alla comunità nizzarda”.

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