Taormina. Scritta la parola “fine” sul caso Asm. Il Tar ha rigettato in via definitiva il ricorso presentato da Tajana

TAORMINA. Il Tar di Catania scrive la parola fine all’infinita vicenda che ha visto per circa un anno contrapposti il Comune di Taormina e l’ex liquidatore dell’Azienda servizi municipalizzati, Cesare Tajana . Ad interrompere il valzer di revoche, sostituzioni e ricorsi è arrivata l’ultima sentenza del Tar etneo che ha rigettato in via definitiva l’appello presentato da Tajana, ritenendo lo stesso “improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse” e “inammissibile per il principio ni bis in idem” (il pronunciamento per due volte sulla stessa azione) alla luce del fatto che i “motivi aggiunti” erano gli stessi già discussi e decisi dall’organo di giustizia amministrativa. Lo stesso tribunale etneo aveva già stabilito, con la sentenza breve del 10 ottobre scorso, che la delibera del Consiglio comunale che l’11 marzo 2014 che aveva per oggetto il defenestramento di Tajana dall’Azienda servizi municipalizzati, fosse legittima, respingendo la richiesta di sospensiva dell’atto. Tajana era andato poi avanti nella sua battaglia presentando al Cga di Palermo una richiesta di revoca del provvedimento del Tar. Una battaglia contro i mulini a vento perchè a novembre il Consiglio di giustizia amministrativa aveva ribadito il rigetto della sospensiva, rimandando la discussione della vicenda nell’udienza di merito, la cui sentenza è stata depositata nei giorni scorsi. Il Collegio della terza sezione del tribunale etneo ha confermato, quindi, il corretto operato dei consiglieri comunali, che avevano votato la delibera di revoca dell’incarico di liquidatore a Cesare Tajana, rilevando l’improcedibilità del ricorso introduttivo per sopravvenuta carenza d’interesse. “Quanto al ricorso per motivi aggiunti – scrivono i magistrati – è da ritenere inammissibile per violazione del principio del ne bis in idem poiché recante, appunto, la riproposizione di una medesima domanda giudiziale già esaminata e decisa da questa sezione”. Si chiude così una vicenda che nell’ultimo anno ha focalizzato l’attenzione degli ambienti politici taorminesi. Proprio sul nome di chi doveva andare a ricoprire l’incarico di commissario liquidatore Asm la maggioranza del sindaco Giardina si era spaccata, con il definitivo distacco di 5 consiglieri passati all’opposizione, aprendo una ferita insanabile i cui postumi si fanno sentire ancora oggi.

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