S. Teresa. Torrente Savoca dimenticato, il capogruppo Triolo scrive a Prefetto e Procura

S. TERESA – Un duro atto d’accusa sui mancati interventi per la messa in sicurezza del torrente Savoca. E’ quello del capogruppo di maggioranza Sandro Triolo che nei giorni scorsi ha inviato una lettera al Prefetto, al presidente della Regione, al dirigente dell’assessorato regionale Territorio, al Genio Civile, alla Protezione Civile e alla Procura, esprimendo “sorpresa, incredulità, amazezza, sconforto, delusione, fallimento”. Triolo, con queste parole, ha inteso rappresentare il sentimento delle comunità di S. Teresa e Furci, “le quali si aspettavano tanto dalle Istituzioni e che invece si sono sentite prese in giro da una classe dirigente inetta, improvvisata e soprattutto fallimentare”. Il capogruppo di maggioranza ha spiegato che “è passato più di un anno dalla denuncia cautelativa fatta dal sindaco del Comune di Santa Teresa di Riva, in seguito ad omissioni da parte di chi era ed è preposto all’azione di manutenzione degli alvei torrentizi: Genio civile prima, assessorato dopo”. Solo pochi mesi fa gli interventi per scongiurare il rischio esondazione del corso d’acqua sembravano a portato di mano e invece sulla vicenda è calato il più assoluto silenzio. Triolo, nella nota, ha ricostruito l’intero iter. “Come Amministrazione comunale – ha spiegato – ci siamo fatti carico di redigere i rilievi necessari del torrente Savoca e del torrente Agrò e tali rilievi li abbiamo trasmessi al Genio Civile di Messina ed all’assessorato Territorio ed Ambiente per la redazione delle perizie di intervento, non facendo mancare la disponibilità alla progettazione coordinata. Nel frattempo le risorse sbandierate si riducevano sempre di più”. Fino alla notizia che “tutte le somme destinate agli interventi programmati sono state “distratte” o addirittura annullate!” e “intanto la stagione invernale è al culmine e le intense piogge hanno ingrossato le aste torrentizie che separano i due comuni, determinando, in molti punti, fortissime criticità”. Infine, l’invito “a porre in essere le iniziative dovute al fine di eliminare il pericolo, non escludendo, nel frattempo, manifestazioni di protesta popolare”.

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