Torrente Nisi, il Genio civile sollecita Alì Terme e Nizza: “Intervenite per scongiurare pericoli”

Il Genio civile ha ricordato ai sindaci di Nizza, Giuseppe Di Tommaso, e Alì Terme, Giuseppe Marino, che rientra nelle loro competenze la messa in sicurezza degli argini e pulitura del fiume Nisi che divide i due centri urbani. La nota del Genio ai sindaci, a firma dell’ingegnere capo Leonardo Santoro, fa seguito ad una perizia tecnica voluta dalla Prefettura sullo stato dei luoghi della zona a valle e fino alla foce ricadenti in territorio dei due Comuni. La relazione è stata trasmessa anche all’Agenzia regionale tutela ambiente (Arta), a cui spetta il compito di adottare i provvedimenti di competenza. Le amministrazioni comunali, viene così ribadito, sono dunque tenute ad occuparsi della difesa dei centri abitati da ”eventuali esondazioni del Nisi dovute alla presenza nell’alveo di materiali estranei, compresa la vegetazione spontanea invadente”. Da ricordare che sia sul versante nizzardo che su quello aliese c’è da sempre degrado per la presenza di consistenti ammassi di rifiuti delle più svariate tipologie, compresi quelli ingombranti e inquinanti, che potrebbero rappresentare un reale problema per il deflusso delle acque in caso di piena del Nisi ma che sono al contempo pure uno scempio per la natura. Nella nota viene poi rimarcato che sono ad esclusivo carico dei proprietari dei terreni a ridosso del fiume le spese di opere a difesa degli stessi terreni. Il Genio civile, infine, fa rilevare di essere in attesa di notizie da parte del comune di Alì Terme in merito alla regolarità tecnico-urbanistica di alcuni fabbricati che si trovano in prossimità del Nisi in contrada ”Reitana”. Il sindaco di Nizza, Di Tommason dice che il suo Comune non è però in grado d’intervenire perchè non dispone dei soldi necessari: ”Qualche anno addietro – spiega Di Tommaso – abbiamo provveduto a chiudere uno dei varchi della strada intercomunale per Fiumedinisi, da dove si raggiungeva l’argine trasformato in discarica. Un provvedimento che ho adottato – evidenzia – nell’interesse di tutti anche se, è bene ricordarlo, quel tratto di strada che si allunga su terreno del Demanio non si sa bene a chi appartiene e a chi compete la gestione nonostante siano trascorsi circa 30 anni dalla costruzione. So soltanto – aggiunge Di Tommaso – che a realizzarla è stato il comune di Fiumedinisi e che a tutt’oggi dev’essere collaudata”. Insomma, l’intercomunale ”terra di nessuno”. Sul versante Alì Terme, dove ci sono altre discariche nel greto e in particolare sotto i ponti della statale 114, dell’autostrada e della Ferrovia, il sindaco Marino rammenta che nel 2009 sono state scaricate tonnellate di metri cubi di detriti alluvionali sull’argine del fiume provenienti da Itala e Scaletta. ”A quel tempo la Provincia aveva preso l’impegno a rimuoverli – dice Marino – ma a distanza di 6 anni il materiale è ancora lì e ciò comporta un rischio reale per provocare una esondazione”.

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