Taormina. MessinAmbiente, i lavoratori senza stipendio pronti allo sciopero

TAORMINA – Sembra ormai diventato un circolo vizioso quello che vede protagonisti il comune di Taormina e MessinAmbiente, la società mista che gestisce il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti nella Città del Centauro. Palazzo municipale con un clamoros dietrofront aveva abbandonato il progetto di costituzione dell’aro con i comuni limitrofi, decidendo di riaffidare la gestione dell’importante settore a MessinAmbiente. Ad oggi però la situazione rimane immutata: il Comune non è in grado di saldare i conti e la società mista a sua volta non può garantire il pagamento dei salari ai dipendenti. E il rischio di sciopero si fa sempre più concreto: cinque dipendenti della società sarebbero pronti ad incrociare le braccia già nei prossimi giorni. Palazzo dei giurati è sull’orlo del dissesto finanziario e l’ultimo pagamento corrisposto a Messinambiente ammonta a 220mila euro. La società mista ne aveva chiesto l’esatto doppio per fronteggiare le spese, ma allo stato attuale l’amministrazione del sindaco Giardina non può che allargare le braccia. In cassa non ci sono ulteriori fondi da destinare al servizio rifiuti. I debiti ci sono e sono ingenti: si pensi che solo per 2014 la Casa Municipale deve alla società 1 milione e 374mila euro. Unica soluzione, prospettata dalla stessa Messinambiente, è la redazione di un piano di rientro in tempi rapidi che garantisca delle entrare fisse e sicure alla società mista. Sembra questa l’unica strada per poter effettuare il pagamento degli stipnedi e dei rispettivi oneri controbutivi ed evitare azioni di protesta più volte intimate dai lavoratori. Certo è che se gli operatori ecologici di Messinambiente dovessero decidere di indire uno sciopero per Taormina sarebbe deleterio. Come dimenticare la protesta dei lavoratori della scorsa estate quando inrociarono le braccia lasciando la Città letteralmente sommersa dai rifiuti in piena stagione turistica. Anche loro sono legittimati a rivendicare i propri diritti. Vedremo adesso come il Comune riuscirà a gestire la complicata situazione.

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