Alluvione di Giampilieri, fondi regionali a rischio a causa di un paradosso: smarrito l’elenco degli sfollati

Smarriti gli elenchi degli sfollati, persi i fondi regionali. A Giampilieri dopo i danni causati dall’alluvione del primo ottobre 2009  anche la beffa di non ricevere i contributi. A lanciare l’allarme è il Comitato “Salviamo Giampilieri”. La Regione Sicilia ha stanziato 700 mila euro a favore di tutti gli evacuati delle alluvioni del messinese ma queste fondi rischiano di non arrivare alle famiglie sfollate di Giampilieri che in quella notte del primo ottobre 2009 hanno perso tutto perché non si riesce a trovare la lista degli evacuati. E comincia il rimpallo di responsabilità tra la Protezione civile e il Comune di Messina. “Il motivo di questa esclusione – spiega Corrado Manganaro presidente del Comitato ‘Salviamo Giampilieri’  – è paradossale. Il direttore della Protezione civile del Comune di Messina, Antonio Cardia, dichiara di non trovare gli elenchi degli evacuati. Inoltre, visto che l’emergenza è stata gestita dal Comune di Messina su nomina della struttura commissariale della Regione Siciliana, lo stesso Comune non avrebbe alcuna responsabilità anche se la direzione regionale della Protezione civile indica nell’ufficio del Comune l’esecutore del provvedimento. Lotteremo con tutte le nostre forze e adiremo le vie legali – conclude Manganaro- affinché chi ha sbagliato paghi”. Alle accuse mosse dal Comitato “Salviamo Giampilieri” risponde l’assessore alla Protezione Civile del Comune di Messina De Cola che precisa: “Nessuna inadempienza da parte degli uffici comunali, gli elenchi degli aventi diritto sono stati trasmessi. Fin dal febbraio del 2013, come si evince dalla documentazione inviata al dipartimento regionale della Protezione civile di Palermo – continua De Cola – sono stati trasmessi gli elenchi con i nominativi dei beneficiari del contributo di autonoma sistemazione. La chiarezza in situazioni così delicate – conclude l’assessore – che riguardano peraltro famiglie drammaticamente provate da un’esperienza devastante, è necessaria perché nessuno deve sottrarsi dalle proprie responsabilità”. Non è ammissibile che persone che hanno già pagato tanto e che a distanza di quasi sei anni dall’alluvione vivono ancora in affitto debbano rinunciare anche al contributo per gli sfollati per errori burocratici.

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