S. Teresa. Torrente Savoca, in arrivo dalla Regione 360mila euro. Ma non bastano

S. TERESA. Ogni pioggia è un incubo. I cittadini di Furci e S. Teresa residenti lungo l’asse del torrente Savoca, che li divide, temono che l’esondazione sia dietro l’angolo. Confidano che gli interventi di messa in sicurezza possano essere eseguiti al più presto in modo da scongiurare gravi rischi per la popolazione. Da tempo il greto si è innalzato e il sovralluvionamento negli ultimi anni ha abbondantemente superato il livello di guardia. I Comuni di Furci e S. Teresa hanno chiesto alla Regione un milione e 300mila euro, ma non c’è copertura. Qualcosa tuttavia si muove. E il sindaco santateresino, Cateno De Luca, annuncia l’arrivo di 360mila euro: “Dopo tante battaglie – esordisce – posso finalmente comunicare che si intravede qualcosa di concreto. Adesso battiamoci per il resto”. L’intervento rientra nelle opere programmate, per le quali la Regione ha una disponibilità finanziaria pari a 5milioni e 836 mila euro. I lavori per il Savoca rientrano nell’elenco di questi interventi, per un importo di 360mila euro. In realtà la somma per la risagomatura e quindi l’abbassamento del letto del “Savoca” è pari a 60mila euro e si aveva avuto notizia nei giorni scorsi. I lavori saranno eseguiti dall’Esa di concerto con il Genio civile. Gli altri 300mila euro prevedono due ulteriori interventi, sul versante santateresino. Uno lungo il torrente Abramo, dove si registra una situazione di grave pericolo (per 200mila euro) e l’altro all’altezza dell’abitato di Giardino, la frazione a monte del centro abitato minacciata ad ogni piena. In questo caso è prevista una spesa di 100mila euro. La situazione non è diversa a Calcare, la frazione di Furci che sorge dirimpetto a Giardino e nella parte bassa della strada che conduce dalla borgata al lungomare. “La situazione rimane delicata – evidenzia il vicesindaco e assessore ai Lavori pubblici di S. Teresa, Nino Famulari – e gli interventi per 360mila euro serviranno solo a tamponare in attesa di fondi più sostanziosi, indispensabili per mettere in sicurezza il torrente. Intanto registriamo con moderata soddisfazione l’inizio degli interventi da parte della Regione – prosegue Famulari – che ormai non dovrebbe tardare. A metà gennaio, tempo permettendo, i lavori dovrebbero essere avviati anche sul Savoca. Dopo un lungo periodo di stallo è già qualcosa. Ma non basta. Bisogna reperire altre risorse per completare il lavoro di messa in sicurezza”.

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