Alì Terme. Svincolo autostradale fattibile con la rimodulazione del progetto

ALI’ TERME – Si apre uno spiraglio per la costruzione dello svincolo sulla A18 tra Alì Terme e Nizza di Sicilia, esattamente sulla sponda sinistra del fiume Nisi in territorio del Comune termale. Ma sarà uno svincolo ”monco”, perché dovrebbero essere realizzate in una prima fase le sole rampe che consentono l’entrata e l’uscita dall’autostrada e i caselli automatizzati. Il che sta a significare che al momento verrebbe abbandonato il mega progetto da 33 milioni di euro, giudicato peraltro sovradimensionato alle necessità del territorio. Con questa opzione si intendono accelerare i tempi utilizzando la somma già disponibile di 15 milioni di euro, elargiti dalla Comunità europea. Questo quanto emerso a conclusione dell’incontro svoltosi ieri nella sede del Cas di Messina e al quale hanno preso parte l’assessore regionale alle Infrastrutture Giovanni Pizzo, il direttore generale del Consorzio autostradale Maurizio Trainiti, il presidente Rosario Faraci, il responsabile dell’area tecnica Gaspare Sceusa, e i sindaci di Nizza di Sicilia, Giuseppe Di Tommaso, Alì, Pietro Fiumara, Fiumedinisi, Alessandro Rasconà, il vicesindaco di Alì Terme Pietro Caminiti con l’assessore Maria Rita Muzio e il presidente del Consiglio Lorenzo Grasso. Stavolta si è andati dunque sul concreto optando per un’opera ridimensionata ricorrendo ad uno stralcio funzionale del progetto già esecutivo. Una soluzione condivisa da tutti. Insomma, come ha evidenziato il vicesindaco di Alì Terme Caminiti, è giunto il momento di mettere la parola fine ad una questione che ormai si trascina da quasi 16 anni. Nella sostanza, finora si è assistito ad una sorta di commedia delle beffe sul cui palcoscenico hanno fatto capolino politici che non sono andati al di là delle promesse ma che hanno sbandierato il loro attaccamento al territorio per raccogliere consensi. Così è. L’impegno assunto ieri a Messina da tutti i soggetti interessati allo svincolo è quello di chiedere adesso un parere ai tecnici della Technital, che hanno elaborato il progetto, e a quelli del Cas, che dovranno dire se è possibile o meno realizzare una solo ”pezzo” dell’opera viaria in attesa di una occasione migliore per completarlo in ogni sua parte. Ma quanto si dovrà aspettare per sapere sul da farsi? Far slittare di qualche anno i tempi, potrebbe significare dare l’addio definitivo ai 15 milioni e allo svincolo. ”E per evitare questo, ci accontentiamo – ha evidenziato Caminiti durante l’incontro – delle sole rampe rinunciando al resto delle opere connesse purché si vada al concreto. E’ un’occasione da non perdere”. E il ragionamento di Caminiti è stato condiviso dall’assessore Pizzo e dai responsabili del Cas perché, a dirla tutta, trovare da subito, si fa per dire, gli altri 18 milioni di euro per realizzare l’intero progetto al momento è utopistico con il rischio conseguente, come dicevamo, di perdere speranze e capitale. L’assessore Pizzo, comunque, ha preso a cuore la costruzione dello svincolo sul Nisi e si è impegnato a trovare l’intera somma, sperando che prima o poi la si possa intercettare dalle disponibilità finanziarie della Comunità europea. ”Sarebbe un peccato non realizzarlo”, ha detto Pizzo, che ha promesso ai sindaci di tenerli aggiornati. Adesso non rimane altro che aspettare. Con fiducia.

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