Taormina. Consulta, è scontro politico sulla soglia massima d’età. 60 giovani scrivono ai politici

Taormina rischia di diventare un paese per vecchi? Il pericolo concreto c’è. E’ quello che temono i giovani ancora in attesa del regolamento per la costituzione della consulta giovanile che di fatto è arenato in Consiglio comunale ormai da settimane e che ormai si è trasformato in un caso politico. L’empasse questa volta è stata creata dalla soglia d’età: la richiesta dei gruppi d’opposizione “Alternativa 2015” e Pd è chiara: i ragazzi che hanno superato i 26 anni non potranno iscriversi alla Consulta. E si, a Taormina a 27 sei già soggetto a invecchiamento precoce. I gruppi di maggioranza però non hanno intenzione di cedere e fissano la soglia a 30 anni. Eppure l’assessore Alessandra Caruso ha dato però più volte segnali di apertura accettando tutte le modifiche al regolamento apportate dall’opposizioone. Non contenti però “Alternativa 2015” e Partito Democratico adesso insistono per l’abbassamento della soglia d’età. Una battaglia politica che poco ha a che vedere con i giovani ormai amareggiati e delusi. Alcuni consiglieri hanno mostrato in Consiglio una veemenza che neanche in occasione di argomenti delicati quali il bilancio hanno sfoderato. Ma si sa, a Taormina l’Asm e adesso anche la Consulta stanno molto a cuore ai rappresentanti politici. Ma la maggioranza non ci sta e propone la soglia massima dei 30 anni, riducendola rispetto alla proposta iniziale che prevedeva 35 anni. Stasera se ne tornerà a parlare in Consiglio comunale. Alcuni giovani, o presunti tali verrebbe da dire, sono profondamente delusi: anche loro chiedono che l’età massima sia quella dei 30 anni. Diversamente si escluderebbe una fetta sostanziosa dei ragazzi taorminesi che hanno scritto una nota carica di delusione e sfiducia, ma al contempo di determinazione, indirizzata a tutti i politici della Città del Centauro. Ad oggi sono state raccolte oltre 60 firme e sui social network il dibattito è aperto: “Appena proviamo ad affacciarci alla vita sociale – scrivono – ecco che veniamo declassati e le parole si svuotano di significato”. Poi la delusione: “Leggiamo – dicono gli oltre 60 giovani taorminesi – che si vuole ridimensionare la partecipazione dei giovani alla consulta. Anzi peggio – aggiungono – a 26 anni non sei più giovane dunque la tua presenza non è più ammessa. Tuto questo cari politici – scrivono ancora i ragazzi – è triste, molto triste” Poi la stoccata finale carica di amarezza: “Ci avete tolto il presente – incalzano i giovani – non toglieteci anche il futuro. Il nostro – concludono – non è un paese per vecchi”. Messaggio forte e chiaro. La politica ha l’ultima chance, l’ultima possibilità di non deludere i ragazzi che, come il resto della società, hanno il diritto di esprimere le loro idee… anche dopo i 26 anni.

Leave a Response