Alì Terme. La minoranza chiede le dimissioni del presidente del Consiglio Grasso

Il gruppo di minoranza di Alì Terme ha pronto un documento con il quale chiede le dimissioni del presidente del Consiglio Lorenzo Grasso, raggiunto da un avviso di garanzia per gli ipotizzati reati di truffa e falso ai danni dell’Amministrazione comunale. La vicenda al vaglio della Procura riguarda alcuni rimborsi che Grasso, nella sua qualità di presidente, pare abbia ottenuto indebitamente lo scorso anno per raggiungere da Messina il comune di Alì Terme e viceversa. Per lo stesso motivo risulta indagata anche una ex capo area che ha liquidato le somme a Grasso. Ad anticipare la richiesta di dimissioni del presidente del Consiglio è il capogruppo dell’opposizione ”Costruiamo futuro” Nino Melato. ”Siamo più che certi – dice Melato – che il nostro invito sarà ignorato da Grasso. Noi, comunque – aggiunge – intendiamo esercitare il nostro ruolo che è quello di evidenziare una storia che da altre parti, non certamente in Italia, avrebbe portato alla rimozione del presidente in attesa della conclusione dell’indagine della magistratura. Ritengo che aldilà dell’avviso di garanzia di cui è stato destinatario Grasso, la vicenda sotto il profilo politico non può passare inosservata”. Nella nota i consiglieri d’opposizione Melato, Agata Di Blasi, Teresa Vittiglio e Laura Tringali, chiedono al presidente del Consiglio Grasso un ”atto di responsabilità” e lo invitano in questa fase a mettersi da parte. ”Pur consapevoli del principio della presunzione di innocenza – sostengono i consiglieri di minoranza – riteniamo che in politica l’etica morale imponga di dimettersi quando si è colpiti da accuse così gravi, e ciò al fine di sgomberare l’esercizio della sua funzione da qualsiasi ombra di sospetto” fino alla definitiva chiusura dell’indagine. ”Aspetteremo fiduciosi e rispettosi – chiude il documento dei consiglieri di ”Costruiamo futuro”  – la decisione della magistratura ed auspichiamo, anche nell’interesse di tutta la collettività, che la Sv possa dimostrare la sua estraneità ai fatti contestati”.

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