25 novembre, il convegno “L’amore è un’altra cosa” per dire basta alla violenza sulle donne

E’ iniziata con la rappresentazione teatrale “Nessun altra mai” la due giorni ricca di eventi che si è tenuta a  Taormina in occasione della giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Le iniziative sono culminate con il convegno, che si è svolto nei locali della fondazione Mazzullo, e che è stato organizzato dall’associazione “l’Altra Metà” presieduta da Maria Pia Lucà in collaborazione della locale sezione Fidapa. L’interessante incontro dal titolo: “L’amore è un’altra cosa. Rieduchiamo alla cultura del rispetto” si inserisce nel contesto del progetto “Basta violenza”. Si è trattato di un convegno con un approccio multidisciplinare da quello psicoterapeutico, passando per quello legale per finire con quello giornalistico. Nella sala, gremita per l’occasione, erano presenti il presidente della Fondazione Alfio Auteri e l’assessore Alessandra Caruso che ha fortemente sostenuto l’iniziativa: “ La politica – ha detto – non può rimanere immobili davanti i dati allarmanti che riguardano la violenza sulle donne. Ogni iniziativa – ha aggiunto Caruso – deve essere sostenuta per sensibilizzare alla non violenza”. Anna Maria Casale, psicologa e psicoterapeuta oltre a fornire gli allarmanti dati che racconta il femminicidio in Italia, solo nel 2013 134 donne sono state uccise, ha puntato l’attenzione sui meccanismi psicologici che regolano i legami malati che a lungo termine portano, nella più estrema delle ipotesi, sfocia nell’omicidio. L’avvocato ed esperto di diritto di famiglia, Gian Ettore Gassani, ( anche presidente nazione AMI), ha relazionato su ciò che sarebbe necessario fare per prevenire il fenomeno del femminicidio: “Qualunque legge – ha detto – non evita la morte della donna. Può solo puntare a punire il marito colpevole, ma intanto l’omicidio è stato commesso”. In questo contesto si inquadra anche la responsabilità della politica e delle forze dell’ordine. La prof.ssa Annamaria Cocchiara, docente presso l’Università di Messina ha messo in evidenza l’importanza della formazione alla cultura di genere. “Il governo dovrebbe stanziare dei fondi per creare dei seminari che sensibilizzano alla non violenza – ha detto – si tratterebbe di un investimento per il futuro dell’intera società”. Infine la giornalista di Tele90, Lucia Gaberscek ha mostrato al pubblico presente in sala in che modo i media trattano le notizie relative al femminicidio attraverso l’analisi del linguaggio utilizzato che spesso nasconde delle insidie: “Il ruolo dei media – ha detto – è fondamentale nella formazione della mentalità e della cultura della non violenza. Spesso capita – ha aggiunto Gaberscek – che i giornalisti spettacolarizzino e banalizzino dei fatti di cronaca. La notizia – ha concluso – viene costruita come fosse una fiction perdendo di vista il fenomeno dei femminicidio in sé”. A moderare l’incontro è stato Alessandro Cardente.  

Leave a Response