Alì Terme. Nel mirino della Corte dei conti la rete civica ”fantasma”

ALI’ TERME – Torna d’attualità la rete civica fantasma per la quale sono stati spesi circa 600 mila euro di fondi europei. Fantasma perché non l’ha mai vista nessuno. Eppure doveva ”sbarcare” su internet nel 2008. Adesso al comune di Alì Terme, capofila del progetto, la Procura della Corte dei conti di Palermo chiede risposta sul perché dal 2009, e fino a pochi mesi fa, sia stata mantenuta una linea Fastweb dedicata del costo di quasi 4 mila euro l’anno, nonostante la Rete non sia stata mai attivata su internet. I giudici contabili, pare, che abbiano chiesto di conoscere i nominativi dei funzionari comunali che di volta in volta hanno istruito e sottoscritto le relative pratiche. In questa fase istruttoria viene quindi ipotizzato un danno erariale per l’amministrazione comunale di circa 20 mila euro complessivi. Non è stato invece fatto cenno ai 600 mila euro ma sui quali, comunque, si potrebbero accendere i riflettori nel caso in cui ci fosse l’input delle risultanze di altre eventuali indagini che non siano quelle della Corte contabile. La Rete fantasma, a quanto è dato sapere, suscitò anche l’interesse dei carabinieri della locale stazione che avrebbero inviato un dossier alla magistratura. Al Comune, dunque, dovranno ricostruire l’intero iter per verificare i vari passaggi delle ”carte” sulle quali intendono cristallizzare l’interesse i magistrati contabili. Per completezza di cronaca, è doveroso ricordare che il progetto di Rete è stato gestito dal comune di Alì Terme ai tempi della sindacatura Grasso. La storia è nota. L’iniziativa venne intrapresa sei anni fa per fornire un servizio telematico a beneficio dei comuni di Alì, Alì Terme, Fiumedinisi, Itala, Mandanici, Nizza di Sicilia, Pagliara, Roccalumera e Scaletta Zanclea. Furono spesi, come dicevamo, quasi 600 mila euro per una Rete mai realizzata ma che continuò fino a pochi mesi addietro a gravare sulle sole casse del comune di Alì Terme per oltre 3.700 l’anno per il mantenimento del collegamento internet. Questa cifra anticipata dall’amministrazione del cento termale, doveva essere ripartita con gli altri otto Comuni partner che però da anni si erano guardati bene dal versare la loro quota parte perché della Rete non ci fu mai traccia sul web. Il modem che doveva separare la connessione verso i computer dei nove Comuni, è custodito in un locale seminterrato del municipio di Alì Terme. Ad aggiudicarsi i lavori una società catanese con sede anche a S. Teresa di Riva, che si occupò della pianificazione della Rete e che fornì, tra l’altro, il programma per il sistema informativo e i computer che non vennero mai utilizzati dai Comuni e finirono così in scaffali polverosi.

(Nella foto, il Municipio di Alì Terme).

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