Alì Terme. Clamoroso, il gruppo di minoranza non parteciperà più ai consigli comunali

ALI’ TERME – Per protesta nei confronti del presidente, Lorenzo Grasso, i consiglieri del gruppo di minoranza ”Costruiamo Futuro” Nino Melato, Agata Di Blasi, Teresa Vittiglio, Laura Tringali, non prenderanno parte alla seduta di domani (19 novembre) del Consiglio convocata alle 18.30. La decisione, clamorosa, non ha precedenti nel centro termale ma anche nei paesi vicini. E dicono, quelli dell’opposizione, che non metteranno più piede in aula perché stufi ed esasperati delle ”gravi e ripetute violazioni di legge” che sarebbero state commesse in precedenza da Grasso che avrebbe anche avuto un comportamento ”irrispettoso ed arrogante”. In causa viene chiamato anche il sindaco Giuseppe Marino, che, stando al capogruppo Nino Melato, avrebbe dovuto essere garante del ruolo della minoranza. Insomma, quelli dell’opposizione dicono che in Consiglio non ci sarebbero più le condizioni ideali per esercitare il loro mandato. Un’affermazione grave, che pone più di un interrogativo a cui qualcuno deve pur dare delle risposte in tempi brevi. Adesso Melato,la Di Blasi, Vittiglio e Tringali, sembra che abbiano già pronto un documento che invieranno al prefetto, all’assessorato agli Enti locali e, pare, alla Procura della Repubblica e il cui contenuto non è stato ancora reso noto. Al di là di tutto, c’è da evidenziare che la riunione di oggi senza contraddittorio non è certo il massimo della democrazia partecipata. A Grasso viene contestata la convocazione in seduta urgente del Consiglio dello scorso 24 ottobre. L’opposizione, infatti, ritiene che il presidente abbia violato la legge nel ricorrere alla procedura d’urgenza. In quella occasione, la minoranza in segno di protesta aveva abbandonato l’aula. I lavori continuarono con i soli consiglieri di maggioranza che votarono l’urgenza. Grasso, a sostegno del suo operato, come si legge nel verbale di seduta, aveva chiamato in causa l’architetto Benedetto Falcone dell’Utc. Il presidente disse che proprio Falcone aveva manifestato la necessità improrogabile di approvare una variante al bilancio di previsione 2014 per ”aprire” un sottoconto dedicato per l’accreditamento della somma ottenuta dal ministero della Pubblica istruzione per il rifacimento del tetto della scuola elementare. La minoranza, però, non soddisfatta di quanto aveva detto Grasso in aula, ha inviato nei giorni scorsi due note all’arch. Falcone con le quali gli veniva chiesto di confermare o meno se avesse ”suggerito” al presidente la necessità di riunire il Consiglio in fretta e furia affinché venisse esitato l’argomento relativo al sottoconto dedicato. Falcone, però, non ha ritenuto dare nessuna risposta. Questo ”silenzio”, secondo i quattro della minoranza, potrebbe configurarsi con il reato di omissioni di atti d’ufficio. Vedremo come andrà a finire.

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