Taormina. “Alternativa 2015”, Composto e Corvaja insieme per sfiduciare il sindaco Giardina

TAORMINA – Obiettivo sfiducia. Non lasciano spazio a fraintendimenti i componenti del gruppo d’opposizione “Alternativa 2015” che insieme agli esponenti di minoranza Pinuccio Composto (di “Insieme si può”) e all’indipendente Nunzio Corvaja hanno avviato un percorso politico ed amministrativo “che – si legge nella nota – si concluderà a giugno dell’anno prossimo con la mozione di sfiducia al sindaco Eligio Giardina”. Tutti insieme dunque per abbattere quello che oggi è diventato il nemico, ma che prima dell’azzeramento della Giunta era l’uomo su cui investire per il rilancio di Taormina. Gli scontenti dell’ex maggioranza ossia Carmelo Valentino, Alessandra Caltabiano, Vittorio Sabato, Liliana Tona e Rosy Sterrantino hanno partecipato ad un incontro al quale erano presenti gli ex assessori, i defenestrati Salvo Cilona ed Enzo Scibilia che ancora non hanno legittimamente digerito la cacciata da parte del sindaco e che dunque stanno lavorando per la sua sfiducia. “Nel corso della riunione – si legge nella nota a firma dei consiglieri d’opposizione – tutti gli interventi si sono incentrati sulla conclamata incapacità del sindaco e degli assessori a dare una risposta ai sempre più pressanti e irrisolti problemi della città”. Per Caltabiano e compagni la giunta Giardina è in aperta crisi “dal momento che non ha i numeri in consiglio comunale. Prova ne è – si legge ancora – che non è stata in grado, per la prima volta nella storia del comune di Taormina, di presentare in consiglio comunale il bilancio di previsione 2014 entro i termini di legge fissati al 30 settembre”. Alternativa 2015 insieme a Composto e Corvaja annunciano un’opposizione intransigente nei confronti del sindaco Giardina incapace – secondo gli esponenti politici – dare risposte ai problemi della programmazione turistica, alla pesante crisi di Taormina Arte, all’indecorosa vicenda dell’ASM, alla viabilità e al decoro urbano. Caltabiano, Sabato, Valentino, Tona e Sterrantino puntano al ritorno alle urne. “Il primo cittadino – dicono – non è più rappresentativo dei cittadini taorminesi, a cui va ridato il potere di decidere di un nuovo governo della città”.

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