Alì Terme. Multe “aggiustate”, rinviati a giudizio l’ex comandante dei vigili Pistone, la sua collega Toscano e la contrattista Ferrara

ALI’ TERME – Saranno processati il 14 gennaio i tre dipendenti del comune di Alì Terme rimasti coinvolti nella vicenda delle contravvenzioni ”aggiustate” riguardanti infrazioni al codice stradale. Nell’udienza preliminare di ieri al tribunale di Messina, il gip Antonino Genovese, accogliendo la richiesta del pm Anna Maria Arena, ha infatti rinviato a giudizio l’ex comandante dei vigili urbani, Fortunato Pistone, 58 anni, dislocato da qualche anno all’ufficio tecnico, l’attuale comandante in carica facenti funzioni, Rosaria Toscano, 46 anni, e la contrattista amministrativa Giovanna Ferrara, 52 anni. L’avvocato Massimo Brigandì, che tutela gli interessi della parte offesa, il comune di Alì Terme, si è associato alla richiesta dell’ordinanza di rinvio a giudizio avanzata dal pm. Il pronunciamento dopo alcune ore di camera di consiglio. Adesso nei confronti di Pistone, della Toscano e Ferrara, in ambito lavorativo, non è escluso che possano scattare provvedimenti disciplinari che in circostanze simili adottano i sindaci nell’applicare i regolamenti interni dei Comuni e le leggi in più ampio contesto. I tre imputati sono accusati di una lunga sfilza di reati, tra cui abuso, falso e truffa. Pistone, la Toscano e la Ferrara, sono stati rispettivamente difesi dagli avvocati Piero Pollicino, Giovanni Mannuccia, Enrico Ricevuto e Olivo Candeloro. I guai per i tre dipendenti comunali iniziarono nel 2008-2009 con un blitz dei carabinieri della locale caserma, coordinati dal luogotenente Salvatore Garufi. Furono ”visitati” l’Ufficio della polizia municipale di piazza Prestia e quello del Municipio dove svolge mansioni la contrattista. Sotto la lente d’ingrandimento i verbali delle contravvenzioni elevate per violazione al codice della strada relative a divieto di sosta. Secondo quando emerse dalle indagini, Pistone, la Toscano e la Ferrara, abusando della loro qualifica, avrebbero pianificato, in concorso, un’operazione per ”aggiustare” le multe in modo da non farle pagare ad amici, conoscenti e parenti. Stando sempre a quanto venne accertato, i verbali modificati sarebbero stati un centinaio anche se gli inquirenti ne passarono a setaccio quasi 900. L’ex comandante Pistone e la sua collega Toscano avrebbero ”ritoccato” numeri e lettere delle targhe. Ad esempio, un ”3” poteva essere trasformato facilmente in un ”8”, oppure una V in ”W”. Questo ”trucchetto”, una volta che i verbali venivano controllati al Pubblico registro automobilistico, non consentiva di risalire al vero proprietario dell’auto e portava così all’annullamento della multa. Anello di congiunzione e complice della Toscana e di Pistone, sarebbe stata la contrattista Giovanna Ferrara che trascriveva a ruolo i verbali ”aggiustati”. Un comportamento questo dei tre dipendenti che, secondo l’accusa, ha arrecato un ingiusto vantaggio patrimoniale al privato e un danno al Comune.

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