Taormina. Fondazione Mazzullo, il sindaco Giardina azzera il CdA

TAORMINA- Un nuovo colpo di mano del sindaco Giardina. Questa volta l’azzeramento riguarda la Fondazione Mazzullo. Il primo cittadino ha revocato il Consiglio di amministrazione e  disposto il commissariamento dell’ente culturale che ha sede nel Palazzo dei Duchi di Santo Stefano. “Quanto recentemente apparso su alcuni social network – si legge nella determina a firma del sindaco Giardina- fa desumere il venir meno del rapporto fiduciario con qualche componente del CdA, denotando, nel contempo, l’esistenza di incomprensioni che mal si conciliano con il sereno svolgimento delle funzioni da parte dell’intero Cda della Fondazione Mazzullo. Al fine di ricostituire le normali condizioni di agibilità istituzionale, viene revocato l’intero Consiglio di amministrazione e nominato Alfio Auteri quale commissario straordinario della Fondazione Mazzullo, per lo svolgimento delle funzioni di ordinaria amministrazione fino alla ricostituzione del nuovo CdA”. E’ questo l’epilogo dello scontro che fino a questo momento si era giocato solo su facebook e che ha visto contrapporsi in particolare il presidente Alfio Auteri e il direttore artistico Giuseppe Ragonese. A far precipitare la situazione sono stati gli atti di accusa lanciati da Ragonese nei confronti del presidente della Fondazione  che avrebbe assunto decisioni e organizzato manifestazioni senza consultare il Cda, violando così lo statuto. A placare ogni polemica è intervenuto il sindaco Giardina  azzerando il CdA. Ma si preannuncia battaglia. Secondo Ragonese il commissariamento della Fondazione Mazzullo è illegittimo in quanto “il sindaco- scrive il direttore artistico- a norma dell’Atto costitutivo e dello Statuto è membro di diritto del CdA e come membro egli non può disporre il commissariamento dell’Ente, sulla scorta del principio che controllore e controllato non possono coesistere nella stessa persona. Il commissariamento può essere disposto – spiega Ragonese- solo da Prefetto di Messina, autorità tutoria e soggetto assolutamente terzo rispetto alla Fondazione”. Si rischia quindi ancora una volta che la contesa politica possa approdare nella aule di tribunale.

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