Fiumedinisi. Incendiate quattro auto, una è del padre del sindaco

FIUMEDINISI – Indagini a 360 gradi dei carabinieri della stazione nisana nel tentativo di identificare gli autori che di recente hanno incendiato, una dopo l’altra, quattro auto, una delle quali del padre del sindaco Alessandro Rasconà. Il paese è in apprensione. Il maresciallo Valerio Faranda, comandante della locale caserma, dall’altro ieri ha predisposto nelle ore notturne ulteriori servizi di sorveglianza del territorio. E che la prerogativa della libertà sia in qualche modo venuta meno nel piccolo centro collinare, lo si capisce dalle mutate abitudini di molti fiumedinisani che, ad esempio, si guardano bene dall’utilizzare spazi adiiti a parcheggio in zone decentrate o al buio. Il padre del primo cittadino aveva lasciato l’auto, una ”Panda”, in contrada ”Lacco”, zona disabitata di campagna distante da Fiumedinisi e ciò fa pensare che l’azione sia stata pianificata. Ma non è sufficiente per parlare di matrice politica come viene escluso dai carabinieri. I piromani, con modalità analoghe agli altri tre raid, sono entrati in azione di notte. I militari dell’Arma nelle adiacenze della carcassa della ”Panda” hanno trovato un bidoncino di plastica con tracce di benzina, verosimilmente utilizzata per appiccare il fuoco. Il contenitore è stato inviato al Ris di Messina nella speranza che possano essere rilevate impronte digitali, sempreché chi l’ha utilizzato abbia precedenti penali e il suo ”profilo” sia inserito nella banca dati delle Forze dell’ordine. Le altre tre auto bruciate si trovavano sul Lungofiume, sul corso Bottari, ricadenti nel centro abitato, e in contrada ”Badessa”, nelle camapagne sovrastanti il paese. Le indagini, come detto, escluderebbero la matrice politica e piuttosto sarebbero indirizzate su un ben determinato gruppo di persone del luogo in cerca di forti ”emozioni” e con lo scopo di creare un clima di tensione in paese. I carabinieri avrebbero raccolto interessanti confidenze e, sembra, che da un momento all’altro potrebbero procedere al fermo dei componenti della banda. Il sindaco Rasconà, intanto, ha annunciato l’intenzione di informare il prefetto e il Comando provinciale dei carabinieri.

(Nella foto, contrada Lacco: la Fiat Panda del padre del sindaco)

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