Taobuk, stasera gran finale con Piero Pelù e il Premio Strega 2014 Francesco Piccolo

Piero Pelù e il Premio Strega, Francesco Piccolo, gli attori Vincenzo Pirrotta, Galatea Ranzi, Valeria Contadino, gli studiosi Sarah Zappula Muscarà ed Enzo Zappulla: sono questi i nomi prestigiosi che questo pomeriggio al Teatro Antico animeranno la serata conclusiva della quarta edizione di Taobuk, il Festival Internazionale del Libro di Taormina, ideato e diretto da Antonella Ferrara nella veste di presidente, con la collaborazione del giornalista Franco Di Mare, a capo del comitato scientifico. Taobuk torna per la chiusura nella location già scelta per la cerimonia d’apertura, il suggestivo Teatro Antico, che ha accolto il 20 settembre la terna Luis Sepúlveda, Pietro Grasso e Nicola Piovani. La kermesse delle “Belle Lettere” – che ha regalato anche quest’anno infinite storie di coraggio, amore e fantasia e il progetto Taormina Cult  – si avvia così a conclusione dopo aver riscosso enorme successo tra il foltissimo pubblico che ha partecipato agli incontri in programma. La serata, coordinata dalla stessa Ferrara, si aprirà all’insegna della grande letteratura di fine Ottocento, con “Si dubita sempre delle cose più belle”, un’opera poderosa, edita da Bompiani, con un ricco corredo iconografico, ricreata a partire del carteggio inedito tra lo scrittore catanese Federico De Roberto ed Ernesta Valle. Curato da Sarah Zappulla Muscarà e Enzo Zappulla, il libro diventa un vero e proprio romanzo epistolare che svela la storia d’amore segreta tra l’autore dei Viceré e la nobildonna allora molto conosciuta. Alcune lettere, di una relazione tanto clandestina quanto profonda, prenderanno vita grazie all’interpretazione degli attori Vincenzo Pirrotta e Galatea Ranzi. La seconda parte della serata è dedicata a Francesco Piccolo, vincitore del Premio Strega 2014, oltre che autore di alcune tra le sceneggiature più coinvolgenti apparse sul grande schermo negli ultimi anni. Lo scrittore sarà al centro di un’interessante chiacchierata focalizzata su “Il desiderio di essere come tutti”, un particolarissimo romanzo-confessione, edito da Einaudi. Un’autoconfessione è invece quella scritta dal cantautore Piero Pelù, frontman dei Litfiba, che, nella terza e ultima parte della serata, sarà intervistato da un esperto come il giornalista Giuseppe Attardi. Suo è, infatti, “Identikit di un ribelle”, scrittoa quattro mani con Massimo Cotto e pubblicato per i tipi Rizzoli, perché, come tiene spesso a precisare l’autore, “Ribellarsi non è eroico. È vitale”. Dalla strada al palco. Dai live alla tv. Da “The Voice” in libreria. L’autobiografia raccoglie la storia di un’evoluzione, di un ragazzo di strada divenuto uomo in rivolta, di un “musicista che scava nella sua anima gitana per ricordarci che la disobbedienza non è un gioco da ragazzi né l’ultima spiaggia di chi non ha più nulla da perdere”. Quindi, se ce ne fosse bisogno, la prova del nove del carisma del rocker fiorentino: Pelù regalerà un concerto musicale live che sta attirando nella Perla dello Jonio una folla di fan.

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