TAORMINA. Si è insediato il nuovo parroco, mons. Carmelo Lupò

TAORMINA. Mons. Carmelo Lupo’ è ufficialmente il nuovo parroco di Taormina. Si è insediato nel corso di una solenne celebrazione eucaristica presieduta dall’arcivescovo di Messina mons. Calogero La Piana in un duomo gremito di fedeli. Padre Lupò è giunto in piazza Duomo alle 18.45, insieme all’arcivescovo, subito “stoppato” dalla stampa. Nessun riferimento a quanto accaduto nelle ultime settimane e alle motivazioni che lo scorso 12 agosto hanno spinto alle dimissioni padre Salvatore Sinitò. Un paio di minuti dopo le 19 l’inizio della funzione religiosa. In prima fila, in cattedrale, il sindaco Eligio Giardini e le autorità civili e militari della città turistica. Tanti i sacerdoti che hanno concelebrato, provenienti dal vicariato taorminese e da quelli vicini, oltre che da Messina. Tra loro, anche padre Cesare Cafeo D’Angiò, parroco a Taormina prima di don Sinitò. Mons. Lupò era vicario generale dell’arcidiocesi, incarico che ha dovuto lasciare in seguito alla nomina a parroco di Taormina. La celebrazione ha avuto inizio con la lettura del decreto di nomina firmata dal cancelliere della curia, padra Pietro Aliquò. In piazza non sono mancati i commenti. “Al Duomo i taorminesi si possono contare e saranno un paio di decine. Gli altri, quelli che gremiscono la chiesa, sono tutti di fuori”. Strascichi di una ferita ancora aperta. L’altro ieri è stata inviata a Papa Francesco una petizione, sottoscritta da mille taorminesi, affinché “si renda giustizia a padre Salvatore Sinitò”, “costretto” a lasciare Taormina dopo cinque anni di permanenza, con quattro di anticipo rispetto alla scadenza del mandato. E’ l’ultimo capitolo di una vicenda che ha segnato una delle pagini più tristi della chiesa taorminese. Finita alla ribalta delle cronache nazionali con sfumature piccanti che sicuramente non hanno nulla a che vedere con la realtà delle cose. A nulla sono valsi gli appelli al Vescovo e la fiaccolata con 300 fedeli alla fine del mese scorso. Archiviata la cerimonia d’insedimanto, per mons. Lupò il mandato inizia con un obiettivo preciso: ricucire gli strappi all’interno della parrocchia.

(Carmelo Caspanello)

 

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