Alì Terme. Multe ”aggiustate”, il sindaco Marino parte civile nel procedimento dei due vigili e dell’impiegata indagati

 ALI’ TERME – Disco verde della Giunta al sindaco Giuseppe Marino per la costituzione di parte civile del Comune nel procedimento penale che vede indagati l’attuale comandante facente funzioni dei vigili urbani Rosaria Toscano, 46 anni, l’ex comandante Fortunato Pistone, 58 anni, e l’impiegata contrattista Giovanna Ferrara, 52 anni. I tre sono coinvolti nella vicenda delle contravvenzioni ”aggiustate” per violazione al codice stradale in modo da favorire amici, parenti e conoscenti. Per Pistone, Ferrara e Toscano, il pm Alessia Giorgianni ha chiesto il rinvio a giudizio. Il gip, Antonino Genovese, ha fissato l’udienza preliminare il 15 ottobre. Ai dipendenti comunali sono stati contestati una sfilza di reati, ben 36, che, a vario titolo, e in alcune circostanze in concorso tra loro, vanno dall’abuso d’ufficio, all’accultamento e soppressione di atti, alla falsità ideologica e materiale e truffa al Comune. In questa storia, secondo il pm Alessia Giorgianni, risulta persona offesa il primo cittadino pro tempore di Alì Terme, Giuseppe Marino, tenuto conto che alcuni reati che avrebbero commesso i tre hanno procurato danno economico per il Comune. Adesso Marino, come atto dovuto, ha inteso tutelarsi. E così la Giunta della quale facevano parte lo stesso Marino e gli assessori Maria Rita Muzio e Carmelo Sparacino, ha esitato una delibera con la quale lo autorizza a costituirsi parte civile nel procedimento penale dando incarico all’avv. Massimo Brigandì a rappresentare gli interessi del Comune. Ma c’è dell’altro, la Giunta, a quanto è dato sapere, ha già predispoto un’altra delibera con la quale chiederà indietro le somme concesse dall’amministrazione comunale, circa 4 mila euro complessivi, alla Toscano e a Pistone per il gratuito patrocinio. La Ferrara aveva invece rinunciato nominandosi a proprie spese un legale. Inoltre, se i tre dipendenti dovessero essere rinviati a giudizio, il sindaco dovrà avvviare il procedimento disciplinare con l’apposita commissione e alla luce del risultato potrà adottare la misura cautelativa di sospensione dal servizio e privarli del 50 per cento dello stipendio fino alla definizione del procedimento. Nel caso in cui la commissione di disciplina non dovesse proporre la sospensione dal servizio dei tre dipendenti, il sindaco dovrà però destinarli ad altro settore. Insomma, una brutta gatta da pelare per la Toscana, la Ferrara e Pistone. La storia delle multe ”aggiustate” ha inizio tra il 2008-2009 quando i carabinieri della locale stazione, verosimilmente su una ”imbeccata”, decisero di frugare tra le carte dell’ufficio della Polizia municipale. L’indagine si concluse nel 2012 con l’accertamento di tutta una serie di reati relativi alla gestione delle contravvenzioni. I fatti di cui sono pratogonisti Pistone, Toscano e la Ferrara, risalgono al 2008-2009 ma i reati ipotizzati vennero accertati dai carabinieri nel 2012. Novecento le multe sotto la lente d’ingrandimento degli inqurenti di cui oltre 90 erano risultate ”aggiustate”. In pratica Pistone e la Toscano avrebbero fatto ricorso ad un efficace stratagemma. Stando alle risultanze investigative, i due vigili modificavano i numeri e lettere della targa delle auto contravvenzionate per evitare di risalire al vero automobilista multato. Questo portava inevitabilmente all’annullamento del verbale. Stando a quanto emerso dalle indagini, il ruolo della Ferrara si sarebbe limitato a trascrivere a ruolo i verbali. Sia alla Toscano che a Pistone il gip aveva imposto la misura cautelare della firma, che da diversi mesi è venuta meno per entrambi.

 

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