Furci Siculo. Consorzio universitario ionico a rischio chiusura, il sindaco Foti chiede la collaborazione dei Comuni

FURCI SICULO – Appello del sindaco, Sebastiano Foti (nella foto), ai colleghi dell’hinterland per scongiurare la chiusura del Consorzio universitario jonico. Il primo cittadino di Furci, ente capofila e sede degli uffici, ha annunciato una sorta di protocollo per impegnare i sindaci ad una collaborazione per la sopravvivenza della struttura. L’impegno sarebbe di 500 euro all’anno. Le somme promesse in passato dall’Università non sono mai arrivate. Stesso discorso vale per l’Unione del Comuni delle valli joniche dei peloritani. I paesi soci del Consorzio universitario sono due: Furci e Roccafiorita. Troppo poco per fare fronte alle spese di una struttura divenuta dal 2006, anno di apertura, punto di riferimento per tantissimi studenti (da Scaletta alla Valle dell’Alcantara).
Un migliaio di ragazzi che ha la possibilità di espletare le pratiche burocratiche presso gli uffici del Consorzio anziché recarsi nel capoluogo. Negli scorsi mesi il Comune di Mandanici ha presentato istanza per far parte del Consorzio. Ma non potrà entrare prima di gennaio 2015, in base alla tempstica dettata dallo statuto. Gli appelli ai Comuni negli anni scorsi non sono mancati. Ma il contributo alle spese è stato irrisorio. O nullo. Nel 2012 il Consorzio aveva ricevuto la visita dell’ex rettore, Francesco Tomasello, il quale aveva assicurato l’impegno per un contributo da parte dell’Università.
Si parlava di circa 15mila euro. Altri 12mila euro sarebbero dovuti arrivare (mille euro a testa) dai singoli Comuni dell’Unione, ma solo Mandanici ha espletato la pratica. Dei rimanenti undici non sono mai avute notizie.

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