Furci Siculo. Anticipazione di cassa, il Comune paga 8mila 369 euro di interessi

FURCI SICULO  – Il ricorso all’anticipazione di cassa nel secondo trimestre dell’anno in corso (aprile, maggio e giugno) è costato 8mila 369 euro di interessi passivi. La somma maturata è stata già liquidata all’istituto di credito, con documento sottoscritto dal responsabile del Primo servizio, Area economico-finanziaria, Isabella Ferrara. «Chiederemo chiarimenti su queste somme – ha detto ieri il capogruppo di minoranza, Francesco Rigano – che il Comune paga sulle anticipazioni di liquidità e che vanno ad incidere sulle tasche dei cittadini. La precedente Amministrazione – aggiunge Rigano, che allora ricopriva il ruolo di assessore al Bilancio e vicesindaco – aveva ridotto di parecchio il ricorso a questa pratica. Quella attuale sta andando oltre i limiti precedenti che ci eravamo prefissati, innalzando i parametri al massimo, vale a dire a 5/12 delle entrate». Rigano va oltre l’aspetto puramente tecnico: «Il problema è che non si incassa, manca la liquidità. In un contesto in cui la tassazione è particolarmente elevata, l’anticipazione di tesoreria dovrebbe essere azzerata». Il capogruppo di opposizione non risparmia frecciate alla linea politica adottata dall’Esecutivo, presieduto dal sindaco Sebastiano Foti: «L’anticipazione è indice di uno stato patologico dell’Ente – incalza – e pertanto occorre puntare sull’efficienza della riscossione dei tributi al fine di evitare che i sacrifici dei cittadini, in questo momento di grave crisi economica, siano vanificati da una gestione poco oculata della cosa pubblica. Lo scorso anno l’Amministrazione di Furci – evidenzia il consigliere di opposizione – ha fatto ricorso ad anticipazioni di cassa per circa un milione e mezzo di euro. Quest’anno credo che siamo sulla stessa lunghezza d’onda, almeno questo si intuisce dai titoli di interessi passivi che sono già maturati».
Rigano ha annunciato che «la questione nei prossimi giorni sarà vagliata con i componenti del gruppo per stabilire, insieme, il da farsi. Con certezza – ha proseguito – posso dire che porteremo l’argomento in Aula in quanto vogliamo conoscere i motivi che hanno determinato e continuano a determinare un costo così oneroso sulle tasche dei cittadini. Dovranno essere gli amministratori a fornirci, e soprattutto a fornire alla gente, delle spiegazioni. E ciò dovrà essere fatto nella sede opportuna, ovvero in Consiglio comunale.

Leave a Response