Furci, una folla commossa per l’ultimo saluto a Giannetto. Disposta l’autopsia

FURCI. Una folla commossa ha partecipato oggi pomeriggio ai funerali del 52enne Carmelo Giannetto, il dipendente del consorzio per le autostrade siciliane deceduto nella notte tra venerdì e sabato all’ospedale S. Vincenzo di Taormina in seguito ad un infarto. Lutto e costernazione. Ma anche e soprattutto rabbia tra i furcesi, e non solo. Al termine delle esequie il corteo funebre ha percorso la via Nazionale per poi giungere al cimitero da dove la salma è stata trasferita a Messina per l’autopsia disposta dal magistrato di turno. In piazza la presenza discreta dei carabinieri della stazione di S. Teresa di Riva e del comandante, il maresciallo Maurizio La Monica. Parenti, amici e conoscenti non si danno pace: per oltre un’ora a partire dalla mezzanotte di venerdì i familiari avrebbero cercato invano di parlare con un operatore del 118 per l’invio di un’ambulanza. Il cognato di Giannetto, Varmelo Andronaco, si è poi recato a S. Teresa alla sede del 118 ma si sarebbe sentito rispondere che non era giunta alcuna chiamata dalla centrale. Lo stesso parente ha chiamato i carabinieri e il mezzo di soccorso è partito alla volta di Furci Siculo. Da lì la corsa disperata al nosocomio taorminese, dove però non c’è stato nulla da fare. Sulla delicata vicenda si profilano sviluppi giudiziari e politico-amministrativi con la partecipazione dell’Ars e dell’assessorato regionale alla Sanità. Questa mattina dalle colonne del quotidiano La Gazzetta del sud, che ha dedicato al caso di Furci Siculo il titolo d’apertura del giornale, è intervenuto il direttore del Servizio di Emergenza urgenza del 118, Dino Alagna. «Devo purtroppo confermare – ha esordito – che la centrale operativa 118 di Messina sconta oggi un arretratezza tecnologica in termini di software gestionale e del sistema di telefonia che non è più tollerabile e che incide fortemente sulla capacità di risposta alle prestazioni sanitarie urgenti che il cittadino giustamente richiede. L’obsolescenza delle linee telefoniche sempre le stesse dal 1997 (analogiche ) – ha risposto nell’intervista al quotidiano messinese – danno origine a continui guasti (il cittadino chiama il 118 ma nella centrale operativa i telefoni non squillano a volte anche per ore ) e si comprende pertanto la gravità di tutto ciò. Proprio nel momento di maggiore necessità – aggiunge Alagna – non riusciamo a fornire una risposta pronta ed efficace”. Il rito religioso, officiato da padre Giò Tavilla, si è concluso con la lettura di una lettera dei colleghi di lavoro del Consorzio autostradale. “Negli ultimi tempi eri amareggiato – ha esordito una collega – per l’ assenza delle istituzioni sindacali e non. Per l’assenza di tutte quelle istituzioni che ti avrebbero dovuto rappresentare. Eri amareggiato e preoccupato dei possibili inquadramenti economici che si sarebbero ripercorsi sulla tua famiglia. Te ne sei andato nella massima riservatezza. Il vuoto che hai lasciato sul posto di lavoro lo possiamo colmare solo tenendo vivo il ricordo della tua immagine che ha attirato la simpatia di tutti. Sei stato per noi un collega speciale, un amico sincero e perché no un fratello capace di tenere alto il morale di tutti noi, anche nei momenti meno felici. Sarai sempre per noi un esempio di sensibilità e di grandezza d’animo che ci accompagnerà per la vita. Carmelo ci mancherà la tua capacità di sorridere anche quando in cuor tuo eri arrabbiato, ci mancherà la tua simpatia e quella battuta sempre pronta. Grazie per tutto quello che ci hai donato!”.

Leave a Response