Alì Terme. Contravvenzioni ”aggiustate”, il pm ha chiesto il rinvio a giudizio per due vigili urbani e una impiegata

ALI’ TERME – Il gip del tribunale di Messina, Antonino Genovese, ha fissato il 15 ottobre prossimo l’udienza preliminare in relazione alla richiesta di rinvio a giudizio depositata dal pm Alessia Giorgianni per l’ex comandante dei vigili urbani Fortunato Pistone, 58 annii, dell’attuale comandante facenti funzioni Rosaria Toscano, 46 anni, e dell’istruttore amministrativo Giovanna Ferrara, 52 anni. I tre sono finiti nei guai per la vicenda delle contravvenzioni ”aggiustate” per violazione al codice stradale al fine di favorire amici e parenti e l’ex direttore generale del comune termale. A Pistone, che nel frattempo è stato trasferito all’Ufficio tecnico, alla Toscano e Ferrara vengono contestati ben 36 reati che, a vario titolo, vanno dall’abuso d’ufficio, all’occultamento e soppressione di atti, alla falsità ideologica e materiale, e truffa ai danni del Comune. Parte offesa il sindaco pro tempore Giuseppe Marino. Per sapere come andrà a finire per Pistone, Toscano e Ferrara, si dovrà dunque aspettare il 15 ottobre quando il Gup si pronuncerà sull’accoglimento o meno della richiesta di rinvio a giudizio formulata dal pm nei confronti dei tre dipendenti comunali. Stando alle indagini condotte dai carabinieri di Alì Terme che hanno operato al comando del luogotenente Salvatore Garufi, Pistone e Toscano, abusando della loro qualifica, avrebbero alterato oltre 90 verbali per divieto di sosta arrecando così un ingiusto vantaggio patrimoniale al privato e provocando al Comune conseguente danno dovuto alla mancata riscossione della sanzione amministrativa. L’impiegata Giovanna Ferrata avrebbe trascritto a ruolo i verbali. I fatti di cui sono pratogonisti Pistone, Toscano e la Ferrara, risalgono al 2008-2009 ma i reati ipotizzati vennero accertati dai carabinieri nel 2012. Novecento le multe sotto la lette d’ingrandimento dei carabinieri di cui, come dicevano, 90 erano risultate ”aggiustate”. In pratica Pistone e la Toscana avrebbero fatto ricorso ad un efficace strategemma. Stando alle risultanze investigative, i due vigili modificavano i numeri e lettere della targa delle auto contravvenzionate per evitare di risalire al vero automobilista multato. Questo portava automaticamente all’annullamento del verbale.

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