Fiumedinisi. Rete metano, il sindaco Rasconà: ”Un’opera di portata storica e sociale”

FIUMEDINISI – Il sindaco del centro nisano, Alessandrò Rasconà, comune capofila del Bacino Sicilia ionico-peloritano per la metanizzazione dei 15 comuni tra Scaletta e S. Alessio Siculo, non nasconde soddisfazione, così come i suoi colleghi, per il finanziamento sbloccato dalla Corte dei conti che ha consentito all’assessorato all’Energia di ”scongelare” i 54 milioni di euro di fondi europei. I relativi decreti sono stati già notificati ai Comuni. «La notizia ci gratifica – esordisce Rasconà – è premia il nostro impegno portato avanti in questi anni con determinazione e sulla spinta della necessità di dotare i nostri paesi di un’opera di portata storica e sociale. Abbiamo dato così risposta – evidenzia il primo cittadino – a quanti andavano dicendo che il metano era un’altra invenzione della politica. La rispota adesso sta nei fatti. La Rete si fa. Eccome. Mi sia consentito un cenno all’ex deputato regionale e attuale sindaco di S. Teresa Riva, Cateno De Luca, a cui è venuta l’idea metano e il gran lavoro svolto, superando al contempo diffedenze e barriere iniziali il più delle volte strumentali”. I contributi sono così suddivisi: Alì Terme 4 milioni e 900 mila euro; Nizza 3 mlm e 900 mila; Itala 2 mlm 980 mila; S. Alessio 4 mlm 297 mila; S. Teresa 5; Furci 4 mlm 700 mila; Fiumedinisi 4 mlm 160 mila; Scaletta Zanclea 5 milioni, Roccalumera 5; Pagliara 3 milioni e 700 mila euro; Casalvecchio e Savoca 5 milioni ciascuno. I Comuni dovranno adesso destinare il finanziamento alla ditta appaltatrice, il FinConsorzio di Roma. Non sono stati ammessi i progetti di Alì, Mandanici e Antillo che, comunque, fruiranno ugualmente del metano che sarà assicurato loro dalla ditta, che recuperà le somme dovutegli allungando di alcuni anni i tempi di gestione degli impianti nei tre paesi. A questi 54 milioni vanno aggiunti i 56 del FinConsorzio per disporre dei 110 milioni necessari per la Rete. A beneficiare del metano saranno 14 mila e 640 famiglie. L’inizio lavori, a meno di altri imprevisti, è stato fissato ai primi di settembre con l’apertura del primo cantiere, sembra a Scaletta Zanclea. L’opera dovrà essere completata entro giugno del prossimo anno, così come imposto dalla Comunità europea. Dunque, i tempi sono stretti e da qui la necessità di fare in fretta. Il progetto del sistema prevede la realizzazione a Messina di una cabina di presa dal metanodotto nazionale della Snam da dove si svilupperà la condotta principale che servirà i 15 comuni attraverso delle opere di derivazione fino a portare il metano in ogni singola abitazione. La rete principale si estenderà per 75 chilometri, con punto di allaccio ad Antillo e, proseguendo fino a Casalvecchio Siculo, passando per Savoca, raggiungerà i centri costieri, dai quali, con un sistema a pettine, saranno allacciati quelli collinari.

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