Nizza Sicilia. L’ex capogruppo della minoranza Mimma Brigandì torna a farsi sentire

NIZZA DI SICILIA – Torna a farsi sentire il gruppo “Libera Nizza” defenestrato dal Consiglio comunale in seguito alla sentenza del Cga dello scorso 18 giugno che ha riassegnato alla lista “Cambia Nizza” i seggi spettanti alla minoranza. Una decisione che brucia ancora oggi. In una nota i due ex consiglieri Mimma Brigandì (nella foto) e Aurora De Filicaia hanno evidenziato che la sentenza del Tar «era stata chiara e con precisi riferimenti normativi e non interpretativa e quindi non pensavamo che in un successivo grado di giudizio avrebbe potuto essere smentita».
«Libera Nizza» ha aggiunto di non essersi costituita dopo l’appello al Cga per motivi economici, in quanto la spesa era molto alta e non poteva essere affrontata. «La sentenza ha il sapore di una beffa – ha aggiunto l’ex capogruppo Brigandì – e ha avuto una gestazione molto lunga, ben 4 mesi e mezzo, da quando i giudici si sono riuniti per discutere il ricorso, e cioè il 6 febbraio, per essere partorita solo il 18 giugno. Un tempo stranamente troppo lungo, per la prassi che solitamente viene seguita per le sentenze elettorali». Brigandì e De Filicaia passano poi all’attacco. «Il ritorno in Consiglio del gruppo “Cambia Nizza” – scrivono – riunisce maggioranza e minoranza sotto lo stesso colore politico, perché come tutti sanno, il sindaco, parte della Giunta e dei consiglieri di maggioranza hanno la tessera del Pd». Così come tesserati con il Pd sono 4 su 5 dei consiglieri di “Cambia Nizza”. «Quindi – continuano – il dubbio su quale sarà il ruolo di questa minoranza in consiglio comunale nasce spontaneo in tutti i cittadini». In definitiva, il gruppo “Libera Nizza” «si sente pienamente legittimato a continuare a lavorare e per il paese anche al di fuori del consiglio comunale».
«Siamo disponibili al dialogo e al confronto – concludono Mimma Brigandì e Aurora De Filicaia – e a collaborare con quanti vorranno unirsi a noi».

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