Taormina. L’ospedale San Vincenzo non subirà alcun depotenziamento

TAORMINA- Nuovi tagli scongiurati all’ospedale San Vincenzo di Taormina che subirà solo alcune ridistribuzioni dei posti letto nel contesto di una dotazione che rimarrà comunque invariata rispetto a quella vigente. Rispettati, dunque, gli impegni assunti nel corso della riunione che si è tenuta alcuni messi addietro nell’Aula consiliare di Palazzo dei Giurati, alla presenza dei vertici regionali della Sanità. “ Si era creato una sorta di equivoco – chiarisce il primo cittadino di Taormina, Eligio Giardina, l’ospedale San Vincenzo non subirà alcun depotenziamento e di questo siamo soddisfatti. E’ doveroso, però, stigmatizzare i troppi allarmismi – continua Giardina – di coloro che per disinformazione o forse per finalità strumentali, prima della riunione di Messina hanno voluto far credere che alcuni reparti sarebbero stati indeboliti”. La riunione della settimana scorsa a Messina è servita, infatti, a sgombrare ogni dubbio. I sindaci del comprensorio jonico hanno ottenuto chiare rassicurazioni sia dal dott. Gaetano Sirna, neo direttore generale dell’Asp, che dalla dottoressa Rosalia Murè, dirigente dell’ufficio pianificazione strategia dell’assessorato alla Sanità, in merito al fatto che l’ospedale di Taormina non subirà ulteriori tagli e quindi hanno ritenuto inutile partecipare alla riunione sulla rimodulazione della rete ospedaliera messinese che si è tenuta ieri a Milazzo. In buona sostanza, per quanto riguarda il nosocomio di contrada Sirina, verranno mantenuti gli accordi presi durante la riunione a Taormina della Commissione sanità, presieduta dall’on. Di Giacomo, alla presenza anche dell’Assessore regionale alla Sanità, Lucia Borsellino: Chirurgia generale e Chirurgia oncologica, per le quali si era prospettato il taglio di almeno una delle due unità, rimarranno attive ma  entrambi i reparti ma dovranno essere monitorati per un anno al termine del quale, in base alla produttività, l’Assessorato trarrà le opportune conclusioni. Anche per le due chirurgie vale, quindi, la nuova regola: o producono o rischiano di essere accorpate.

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