Messina. Beni del valore di 6 milioni di euro confiscati all’imprenditore di Barcellona Pozzo di Gotto Salvatore Ofria

MESSINA – Insieme ai boss Francesco D’Amico, Giovanni Rao e Salvatore “Sem” Di Salvo, Salvatore Ofria, 48 anni, farebbe parte del “quadrumvirato” che ha gestito per anni il “tavolino degli appalti” e gli altri affari illeciti della famiglia mafiosa barcellonese. Ofria era stato arrestato nel blitz antimafia “Gotha” del 24 giugno 2011 e contestualmente aveva subìto il sequestro penale della ditta individuale per lo smaltimento di rifiuti solidi urbani e la vendita di ricambi ed accessori per auto, “Carmela Bellinvia”, intestata alla madre ma di fatto gestita da lui che figurava come dipendente. Il 17 novembre dello stesso anno era divenuta definitiva per lui la condanna a 7 anni di reclusione dell’operazione “Mare Nostrum”. Oltre all’impresa la confisca riguarda anche 7 fabbricati, tra cui due abitazioni, 11 appezzamenti di terreno, per lo più vigneti ed uliveti, 10 automezzi, tra cui 5 autocarri e 6 conti correnti per un saldo attivo complessivo di un milione 400 mila euro. Ofria – secondo la Dda – avrebbe gestito l’azienda di famiglia in sostanziale regime di monopolio imponendo il pizzo ai concorrenti nel settore della gestione dei rifiuti. Chi non sottostava alle sue regole veniva punito con intimidazioni ed attentati. La sezione misure di prevenzione del Tribunale, rispetto al provvedimento di sequestro di luglio e agosto 2012, ha restituito titoli di credito intestati a Carmela Bellinvia ed una somma di denaro depositata su un conto corrente appartenente a Giuseppe Ofria. Per il resto è stata disposta la confisca del patrimonio del boss barcellonese ristretto per un periodo al regime di carcere duro.

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