Scaletta Zanclea. Contributi post alluvione, 56 rinvii a giudizio

SCALETTA ZANCLEA – Avrebbero usufruito indebitamente dei risarcimenti riconosciuti agli sfollati dopo la tragica all’alluvione che nel 2009 che travolse e devastò anche i Comuni di  Scaletta Zanclea e Itala. Si è conclusa con  56 rinvii a giudizio l’udienza preliminare, davanti al Gup Daniela Urbani, sull’indebito percepimento dei contributi post alluvione. Le accuse, contestate a vario titolo, sono la truffa e il falso del privato in atto pubblico, tutto ai danni dello Stato per il conseguimento di erogazioni pubbliche. C’è anche l’ipotesi d’accusa di omissione di atti di ufficio contestata ai Vigili urbani e i tecnici incaricati dai Comuni. Si tratta di un’inchiesta aperta nel corso del 2011 che riguarda fatti per un reato che sarebbe stato commesso tra il gennaio 2010 e fino al 2012. Furono centinaia i residenti che all’indomani della tragedia furono costretti ad abbandonare la loro abitazione perché resa inagibile da danni strutturali, fango o detriti; e per loro il Governo stanziò circa 450 euro mensili per coprire i canoni di affitto e altre necessità. Secondo l’inchiesta però in molti intascarono gli assegni pur continuando a vivere nelle vecchie abitazioni. A indicarlo i contatori di luce ed acqua che avrebbero continuato regolarmente a girare anche dopo l’ordinanza di sgombero. Inizialmente gli indagati residenti nei due centri jonici erano 77,  per 16 di loro c’è stata l’archiviazione. Poi all’udienza scorsa il gup Daniela Urbani aveva stralciato tre posizioni dal troncone principale, per le quali il giudizio si celebrerà successivamente. Nell’udienza di ieri un indagato e stato scagionato da tutte le accuse con la formula”per non aver commesso il fatto”, mentre un altro residente è deceduto. Il processo comincerà il prossimo 5 novembre davanti ai giudici della seconda sezione penale del Tribunale.

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