S. Teresa di Riva esce dall’Unione dei Comuni valli ioniche dei Peloritani

SANTA TERESA DI RIVA  – La cittadina jonica dice addio all’Unione dei Comuni Valli joniche dei Peloritani. Così ha deciso il consiglio comunale che, venerdì pomeriggio, accogliendo l’indirizzo dettato dal sindaco, Cateno De Luca  (nella foto), ha votato la delibera di recesso dall’ente sovracomunale. Dopo il passo falso della scorso 17 giugno, quando in aula mancarono i numeri per approvare la delibera (i voti favorevoli furono 8 ma ne servivano 10, la maggioranza qualificata), il gruppo «Libera Santa Teresa-Sicilia vera», questa volta, si è presentato al gran completo. Sono bastati cinque minuti per esitare l’atto che sancisce la fuoriuscita di Santa Teresa dall’Unione dei Comuni. Il sindaco nei giorni scorsi era stato categorico nel bocciare l’ente per la sua attività: «In dieci anni l’Unione ha ricevuto circa 5 milioni di euro di finanziamenti – aveva sentenziato – senza che nulla sia rimasto sul territorio. Inutile continuare a farne parte». Gli effetti del recesso, come stabilisce l’articolo 4 comma 1 dello statuto, decorreranno dal prossimo esercizio finanziario e cioè dal primo luglio. In disaccordo con la scelta dell’amministrazione comunale, il gruppo di minoranza «Città libera», che il 17 giugno scorso aveva votato contro il recesso, non si è presentato in aula. Continua, dunque, l’emorragia di Comuni dall’Unione, costituita inizialmente da 18 municipalità. Nel corso degli anni si sono staccati i centri di Itala e Scaletta (che hanno, poi, costituito l’Unione Valle di Monte Scuderi) e quelli del Nisi, Nizza, Fiumedinisi, Alì e Alì Terme, che però, nonostante svariati tentativi, non sono ancora riusciti a trovare una sintesi per consorziarsi.
L’Unione Valli joniche, pertanto, resta composta da Antillo, Casalvecchio, Furci, Forza d’Agrò, Limina, Mandanici, Pagliara, Roccafiorita, Roccalumera, Sant’Alessio e Savoca. Santa Teresa dovrà cercare altre strade per sviluppare una politica comprensoriale, ma non sarà affatto facile, considerato che i rapporti con gli altri centri sembrano ormai compromessi.

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