Savoca. ”Il Comune si adoperi per mettere in sicurezza il rudere della Sinagoga”, lo chiede l’Archeoclub

SAVOCA (Messina) – L’Archeoclub scende in campo a tutela del rudere della presunta sinagoga savocese (nella foto), su cui si sono riaccesi i riflettori dopo il rinvenimento di un frammento di pietra con l’incisione di una stella di David. Per molti sarebbe la prova che gli studiosi cercavano da anni. La sede comprensoriale “Area Jonica” di Archeoclub d’Italia, presieduta dall’architetto Mimmo Costa, ha inviato una circostanziata lettera al sindaco di Savoca, Paolo Trimarchi, al quale chiede, innanzitutto, di «intervenire al più presto attraverso azioni che vedano conclusa la messa in sicurezza dell’immobile, l’intervento di lavori di pulitura della vegetazione spontanea esistente e lo sgombero di materiale di risulta accumulato all’interno finalizzato a riportare alla luce la parte mancante del frammento in pietra riportante l’incisione».
A breve, intanto, i proprietari del rudere comunicheranno al Comune come intendono intervenire per mettere il sicurezza l’edificio, i cui muri perimetrali rischiano di crollare. L’Archeoclub, comunque, va oltre. Al Comune di Savoca è stato chiesto di attivarsi per «l’applicazione di un apposito vincolo di tutela storica sul fabbricato già ricadente all’interno della zona “A” del centro storico» e di «avviare tutte le procedure per acquistare il bene storico al patrimonio immobiliare del Comune».
«E’ fondamentale – ha spiegato Costa – che il Comune predisponga queste procedure per non disperdere un patrimonio unico nel suo genere capace di polarizzare dei turisti anche quella di studiosi ed esperti del settore». L’Archeoclub si rende disponibile a collaborare con il Comune di Savoca e a tal fine ha proposto l’istituzione di un tavolo tecnico. «Se per problemi di bilancio il bene non può essere acquistato dal Comune di Savoca – ha aggiunto il presidente Costa – l’Archeoclub si impegna ad avviare la raccolta delle somme necessarie e procedere successivamente al restauro dello stesso con lo scopo di destinarlo in futuro a museo e centro di documentazione delle comunità giudaiche della Valle d’Agrò, iniziativa unica nel suo genere».
I prossimi passi vedranno l’organizzazione, a cura dell’Archeoclub, di iniziative di carattere culturale per richiamare l’attenzione sulla presunta sinagoga.

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