Nizza di Sicilia. Paradosso politico, sono del Pd sindaco e capogruppo di minoranza

NIZZA DI SICILIA – Comprensibile soddisfazione negli ambienti della sinistra nizzarda e del circolo Pd per la sentenza del Cga che ha riammesso in Consiglio il gruppo di minoranza ”Cambia Nizza” e ”cancellato” di fatto quello di ”Libera Nizza”. Il segretario dei democratici nizzardi, Franco Parisi, sostiene che la ”sentenza ha posto fine ad un lungo periodo di incertezza politico-amministrativa”, ed aggiunge: ”Siamo certi che i consiglieri Democratici di ”Cambia Nizza” con il capogruppo Giacomo D’Arrigo sapranno rappresentare al meglio gli interessi di tutta la cittadinanza, attraverso il controllo, le critiche e le proposte, compiti assegnati loro dagli elettori. E’ impegno dei Democratici – rimarca Parisi – sviluppare una politica finalizzata alla trasparenza amministrativa, alla partecipazione dei cittadini alle scelte che riguardano il paese e alla realizzazione di opere e servizi più utili ed economici”. Fin qui Parisi, che pare annunci una opposizione senza sconti al sindaco Giuseppe Di Tommaso. E non sarebbe assolutamente una novità visto che tra Di Tommaso, che ha festeggiato di recente i suoi 32 anni di sindacatura, e la sinistra i rapporti sono stati da sempre di netta contrapposizione, con nessun margine di dialogo. Lo racconta la storia passata quando Nizza, a guida del ”sindaco rosso” Francesco Romeo, era considerata una delle roccaforti del Pci in provincia di Messina. Insomma, Di Tommaso, a quel tempo Dc, era ritenuto il ”male politico” da sconfiggere, da estirpare a tutti i costi. Ma adesso la dinamica delle recenti vicende, riserva quello che nessuno immaginava potesse mai accadere: Di Tommaso da alcuni mesi ha in tasca la tessera del Pd. E ciò significa che ora, piaccia o no a qualcuno dei democratici nizzardi, fa parte della stessa famiglia dei suoi cinque oppositori che andranno ad occupare gli scranni della minoranza sotto la regia di Giacomo D’Arrigo, candidato a sindaco alle elezioni del 2012 e sconfitto da Di Tommaso. Dunque a capo di maggioranza e opposizione due Democratici e ciò ai più appare un paradosso, una beffa del destino. Di questo il segretario del circolo Pd, Parisi, non ha fatto cenno nel suo comunicato. Perchè? Probabilmente un Di Tommaso, il cui mandato scade nel 2017, ”targato” Pd crea più di un imbarazzo, soprattutto negli ambienti di quella sinistra che a tutt’oggi lo considera il ”nemico numero uno”. Ed anche se Giacomo D’Arrigo subito dopo la sentenza del Cga ha parlato di ”apertura e partecipazione con le altre forze politiche”, appare improbabile, fantasioso, che al tavolo di questo confronto possa prendere parte Di Tommaso perché per il Pd nizzardo dall’anima comunista significherebbe ”tutti assieme appassionatamente” e rinnegare la storia dei suoi ultimi 50 anni.

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