Metanizzazione nella riviera jonica. Cantieri al via i primi giorni di luglio

Si parte. Gli interventi per la costruzione della Rete metanifera nei quindici Comuni del comprensorio ionico prenderanno il via nella prima settimana di luglio. Un annuncio che attendevamo da anni. A confermarlo ieri mattina a Fiumedinisi i vertici del FinConsorzio di Roma, ai quali sono stati consegnati i lavori. All’incontro erano presenti il sindaco Alessandro Rasconà e il Rup dell’Ufficio tecnico comunale geom. Giuseppe Giardina, per l’impresa l’ing. Gaetano Parasiliti, direttore dei lavori, e l’amministratore giudiziario, dott. Antonio Fausto Anfuso. Si inizierà da Scaletta Zanclea, dove sarà attivato il primo cantiere. Una giornata storica per i 15 paesi ionici che potranno fruire di un’opera strategica in un contesto di sviluppo socio-economico il cui costo è di 110 milioni di euro, tra capitale pubblico e privato, di cui 54 milioni di fondi europei e 56 del FinConsorzio. L’infrastruttura va a collocarsi al primo posto tra quelle realizzate negli ultimi 50 anni nel versante ionico tra Scaletta e S. Alessio Siculo. Servirà i comuni di Fiumedinisi (comune capofila della rete metanifera del bacino ”Sicilia Ionico-Peloritano”), Alì, Alì Terme, Antillo, Casalvecchio Siculo, Furci Siculo, Itala, Mandanici, Nizza di Sicilia, Pagliara, Roccalumera, Santa Teresa di Riva, Sant’Alessio Siculo, Savoca e Scaletta Zanclea. Esclusi dal finanziamento Alì, Mandanici e Antillo che, comunque, non rimarranno fuori in quanto il FinConsorzio si è assunta i costi che andrà a recuperare con la gestione della Rete con tempi più lunghi rispetto ai 20 anni previsti per gli altri 12 Comuni. La Rete del gas metano oltre a dare la possibilità alle 15 comunità di fruire di un servizio di prim’ordine e porsi così alla pari con il resto della Sicilia, offrirà opportunità lavorative per garantire la manutenzione degli impianti. In ogni caso, quella che appariva per i delatori una ”missione impossibile” presto sarà realtà con l’addio alle tradizionali bombole di gas. Una decisione quella del FinConsorzio di aprire i cantieri per rispettare i tempi di consegna dell’opera fissati dalla Comunità europea al 31 agosto del 2015, senza dover attendere il finanziamento che l’assessorato all’Energia deve ”girare” ad ogni singolo Comune ma che è stato bloccato dalla Corte dei Conti che vuole esaminare la nuova documentazione già presentata degli Enti locali interessati. Ciò comporterà inevitabilmente altra perdita di tempo sul cronoprogramma per cui FinConsorzio non ha inteso correre potenziali rischi. Dunque si va avanti in questa fase pur non avendo a disposizione un centesimo di soldi pubblici in attesa dell’arrivo dei 54 milioni di fondi europei che rimangono congelati in banca. Se una parola di elogio va spesa, questa va pure al giovane sindaco di Fiumedinisi, Alessandro Rasconà, che ha saputo superare momenti di grande difficoltà nel seguire il complesso iter della mega opera e che a tutt’oggi non ha abbassato la guardia in attesa che venga sbrogliata l’incredibile matassa dello stop imposto dalla Corte dei Conti relativamente ai 54 milioni.

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