Taormina Film Fest, Vittoria Puccini conquista il pubblico del Campus

TAORMINA – Il mestiere di attrice l’ha iniziato per caso eppure oggi Vittoria Puccini è considerata una delle interpreti più apprezzate nel panorama cinematografico italiano. Trucco acqua e sapone, abbigliamento casual ma super chic l’attrice di origine fiorentine è stata la protagonista del Campus del Taormina Film Fest e in serata al teatro antico ha ricevuto il premio Cariddi. Una chiacchierata con il direttore artistico Mario Sesti con il quale la Puccini ha ripercorso la sua carriera parlando però anche dei progetti futuri. Timida nella vita, l’attrice sul set perde ogni inibizione: “Mi sono trovata bene fin da subito davanti la macchina da presa – ha confessato Vittoria Puccini. Immancabile il riferimento alla fiction tv “Elisa di Rivombrosa” che l’ha fatta conoscere al grande pubblico: “Ero giovanissimi – ha detto – non avevo nessuna maturità artistica, ma – aggiunge l’attrice fiorentina – è stata una palestra utilissima”. Poi il cinema per la Puccini i ruoli che interpreta al cinema sono diversi rispetto a quelli televisivi: “ Sono due strumenti completamente differenti, ma – ha proseguito – da attrice li affronto con uguale impegno”. Timida, dall’aspetto fragile per la Puccini la televisione deve essere di qualità perché – ha spiegato – entra nelle case di tutti gli italiani”. Poi l’attrice fiorentina rivela un lato nascosto della sua personalità: “dentro di me – confessa – convivono tanti aspetti e mi diverte cambiare personaggio. Mi piacerebbe interpretare un ruolo in un film fantastico”. Poi i progetti futuri. A breve la vedremo nei panni della scrittrice Oriana Fallaci e in “Meraviglioso Boccaccio” diretto dai fratelli Taviani. Un’altra bellezza ieri ha conquistato la Città del centauro. Quella sofisticata di Bo Derek: “Il mio agente mi ha scoperta per caso – ha detto – poi ho studiato per prepararmi al meglio. E sul suo ruolo di produttrice ha dichiarato: “Nessuno credeva che ne sarei stata capace”. Ma ieri è stato anche il giorno del fascinoso Matt Dillon e della sua “fissazione” del lato umano delle storie: “In un film quel che conta è avere un buon personaggio, non è necessario che sia simpatico, non deve per forza piacere al pubblico, deve avere una sua storia – dice Dillon – devi restituirne l’intimità”. Splendido 50enne Dillon è stato sempre distante dallo star system concentrandosi invece sul lato più creativo del cinema ch però – ammette – è profondamente cambiato, così come è cambiato il mondo. “Oggi – ha aggiunto – nessuno ha più l’orologio al polso, se non per bellezza. Guardiamo l’ora sul cellulare. Ecco, la tecnologia ha invaso anche il cinema, che fa più attenzione alle cose che non alle persone”. In serata poi al teatro antico la proiezione del film Walking on sunshine , con la regia di Max Giwa e Dania Pasquini. La pellicola è stata interamente girata nel Salento.

Leave a Response