Rete metanifera nei 15 paesi ionici, l’opera rischia un flop

FIUMEDINISI – Grande delusione e amarezza al rientro della trasferta palermitana di sindaci e amministratori dei 15 comuni del comprensorio che fanno parte della rete metanifera del bacino ”Sicilia Ionico-Peloritano”. Erano partiti ieri fiduciosi alla volta di Palermo con la speranza di definire la questione relativa al finanziamento che la Regione deve elargire ad ogni singolo comune per far partire i lavori per la realizzazione dell’importante opera, ma all’assessorato all’Energia hanno loro allargato le braccia: la Corte dei Conti non ha sbloccato le somme perché intende rimettere tutto in gioco, rivedendo ogni singola richiesta di finanziamento. Il che significa che passerà altro tempo prezioso per l’apertura dei cantieri da parte della ”Fin-Consorzio” di Roma, aggiudicataria dell’appalto, che per rispettare gli obblighi imposti dalla Comunità europea, che ha finanziato il progetto del costo di 80 milioni di euro, deve completare i lavori entro il 2015, che prevedono, tra l’altro, la posa di 75 chilometri di condutture. Una ”missione impossibile”, insomma, anche perché dalla Regione, com’è successo ieri, non giungono segnali positivi. Si profila, insomma, di far saltare tutto in aria dopo anni di discussioni, incontri ai vari livelli politici, progetti, consulenze varie. In una battuta, anche se a malincuore, si rischia di dover dare ragione agli scettici che da anni predicano che la rete metanifera rimarrà nel libro dei sogni per le comunità di Fiumedinisi, Alì, Alì Terme, Antillo, Casalvecchio Siculo, Furci Siculo, Itala, Mandanici, Nizza di Sicilia, Pagliara, Roccalumera, Santa Teresa di Riva, Sant’Alessio Siculo, Savoca e Scaletta Zanclea. E ci troveremmo, quindi, di fronte ad un’ennesima beffa politica per il comprensorio ionico, che va ad aggiungersi allo svincolo autostradale di Alì Terme, di cui si parla da oltre dieci anni. La possibilità di avere il metano nelle case, la cui iniziativa è stata dell’ex deputato regionale Cateno De Luca, attuale sindaco di S. Teresa di Riva, continua a tenere perciò col fiato sospeso gli amministratori pubblici, impegnati adesso in una lotta contro il tempo ma sembra, ahinoi, una battaglia già persa. Nei prossimi giorni i sindaci interessati, con in testa quello di Fiumedinisi, comune capofila del consorzio, Alessandro Rasconà, si sono dati appuntamento per fare il punto della situazione alla luce di quanto emerso a Palermo. Unico obiettivo, visto che non ce ne sono altri, quello di trovare tutti insieme un percorso, delle strategie, che possano consentire a far sbloccare in tempi brevi alla Corte dei conti i finanziamenti da assegnare ai Comuni. Nella malaugurata ipotesi di ulteriori ritardi, il discorso metano sembra già chiuso fin da adesso. Con buona pace di tutti e con un grazie alla classe politica siciliana.

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